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Da Valdilana a Qira: quando i comuni si tendono la mano

localmarchforgaza, 23 Settembre, 202623 Settembre, 2026


Giovedì scorso, all’asilo Cerigno Zegna di questo piccolo comune del biellese, le comunità di Valdilana e di Qira (Governatorato di Salfit, Palestina) hanno scelto di non restare spettatrici della propria storia. L’incontro, promosso da Local March for Gaza e reso possibile dalla traduzione simultanea di Hatem Sabra, cittadino italiano di origini palestinesi, ha visto l’amministrazione comunale, le scuole e le associazioni locali presenti fisicamente, mentre i rappresentanti di Qira hanno partecipato online. Non è stato solo uno scambio di cortesie diplomatiche, ma un vero e proprio laboratorio di incontro, conoscenza e resistenza quotidiana.

A sedersi al tavolo c’erano volti noti e nuove energie. Da parte italiana, il sindaco Marco Carravieri, la vicesindaca di Viverone Laura Molinari, la vicesindaca Elisabetta Prederigo e, fondamentale per la riuscita dell’iniziativa, Riccardo Ongaretto, dirigente dell’Istituto Comprensivo Valdilana e Pettinengo. Dall’altra, la delegazione di Qira guidata dal sindaco Akram Abdullah, con assessori, insegnanti, rappresentanti delle donne, dello sport e voci culturali come quella del giornalista Fareed Taamallah.

La situazione descritta dalle persone collegate da Qira è di una gravità che spegne il fiato: un villaggio di 1.550 abitanti circondato da quattro colonie, tra cui la più grande della Cisgiordania, Ariel.

Poche settimane fa Fareed Taamallah mandava un messaggio con scritto: “I coloni sono arrivati nella mia città natale, Qira. Quel video con canzoni in ebraico pubblicato oggi dai coloni mostrano la loro visita all’antica piscina romana di Qira, vicino a casa mia, e a un altro antico santuario più a valle. Finora non si sono verificati attacchi né danni alle proprietà, ma temo che questo sia solo l’inizio e che il peggio debba ancora venire.”


I coloni ormai scorrazzano indisturbati nel villaggio, minacciando persino la prossima raccolta delle olive; le scuole restano aperte tre giorni a settimana sotto lo stress continuo degli attacchi; l’acqua scarseggia e la produzione agricola, rinomata per olio e zatar, non trova sbocchi commerciali. Eppure, nonostante tutto, Qira resiste. Le donne lavorano nei campi e creano artigianato locale, gli sportivi cercano spazi per allenarsi, gli insegnanti continuano a insegnare anche senza stipendio regolare.

Per l’incontro di giovedì, hanno prodotto un piccolo video di presentazione del loro villaggio:

È proprio in questo contesto che nasce la proposta che può cambiare le regole del gioco. Se i gemellaggi ufficiali tra Comuni richiedono autorizzazioni ministeriali e tempi lunghi, esiste una strada più agile e potente. Come ha spiegato Mannino Bordet di ASSOPACE PALESTINA durante l’incontro: “Nel caso di gemellaggio fra scuole, o società sportive, non vi è alcuna autorizzazione da richiedere e quindi possono essere sottoscritti liberamente. Nel caso di oggi ad esempio, in cui sono presenti i rappresentanti scolastici di entrambe le comunità, si potrebbe da subito iniziare un lavoro di coordinamento per arrivare entro pochi giorni alla firma e all’implementazione di un gemellaggio fra le scuole.”

Il valore di questa proposta sta nella sua immediatezza: permette di agire concretamente adesso, iniziando un percorso di collaborazione con un patto di gemellaggio tra scuole, senza dover aspettare la risposta del Ministero. Non si tratta di una semplice scorciatoia burocratica, ma di una scelta politica precisa: mettere al centro chi costruirà il futuro. Riccardo Ungaretto ha confermato la disponibilità immediata dei 770 studenti e dei 17 istituti di Valdilana, mentre Abd Al-Salam Hayek, preside della scuola secondaria maschile di Qira, ha espresso la speranza di una collaborazione “fruttuosa e di lungo termine”.

Partire dalle scuole significa bypassare la lentezza istituzionale per abbracciare la velocità dell’empatia diretta. Significa permettere a un ragazzino di Valdilana di conoscere la realtà di Qira non attraverso i titoli dei giornali, ma attraverso la voce di un suo coetaneo. Significa trasformare la solidarietà in relazione strutturale, dove l’apprendimento reciproco diventa strumento di decolonizzazione mentale e di sostegno concreto.

Qira ha chiesto aiuto internazionale per proteggere la raccolta delle olive, ma ha anche offerto qualcosa in cambio: la sua cultura, alta e radicata, fatta di storie, sapori e resilienza. Valdilana risponde aprendo le porte delle proprie classi. In un momento in cui la diplomazia ufficiale spesso si blocca, sono le reti locali, le scuole e le associazioni a dimostrare che la libertà palestinese passa anche attraverso banchi di scuola condivisi virtualmente, pronti a diventare reali.

Il primo passo è fatto. Ora tocca alle firme.

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