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6.Non sono scaramucce: ecco perché continuiamo a camminare

localmarchforgaza, 3 Novembre, 20253 Novembre, 2025


Newsletter dal 27 al 2 novembre

Negli ultimi giorni Israele ha restituito a Gaza i corpi di 30 prigionieri palestinesi, alcuni con evidenti segni di tortura, dopo che Hamas aveva consegnato i corpi di altri due prigionieri israeliani deceduti.
Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco, aerei da guerra e artiglieria continuano a colpire Khan Younis nel sud e i quartieri più densamente popolati di Gaza City nel nord.
I residenti, già privi di cibo e riparo, tremano al pensiero di una ripresa su vasta scala dei bombardamenti.
Nella notte tra il 28 e il 29 ottobre, Israele ha bombardato i campi profughi della Striscia, in risposta a un presunto attacco a un soldato a Rafah — contesto non chiarito — provocando 104 morti, di cui 46 bambini.
Eppure, mentre a Gaza si contano i morti, il vicepresidente degli Stati Uniti, Vance, ha dichiarato che la tregua è “ancora in vigore”, aggiungendo: “Ciò non significa che non ci saranno piccoli scontri qua e là, ma sono solo scaramucce”.
Una definizione che è un pugno nello stomaco. La riduzione di una strage di decine di bambini a “scaramuccia” dice molto sul linguaggio con cui il potere cerca di normalizzare l’orrore.

Anche per questo noi continuiamo a camminare.
Perché mentre i governi e le istituzioni restano immobili e muti, noi continuiamo a muoverci.
Le firme raccolte dalle Local March for Gaza sono 8.000 e continuano ad aumentare. Avevamo chiesto al Presidente della Repubblica di riceverci per consegnargliele di persona, ma il Quirinale finora ha scelto il silenzio.
E va bene così perché, come ogni cammino, anche questo conosce salite, deviazioni e giornate di pioggia. La differenza la fa il passo: noi lo teniamo, saldo e costante.
Ringraziamo anzi il Presidente, che con la sua attesa ci regala tempo per crescere, per andare oltre.
Nel mentre, come Forrest Gump, camminiamo perché crediamo nella forza mite e tenace di chi non si arrende. Camminiamo per Gaza, ma anche per noi stessi — per non cedere alla rassegnazione di un mondo nel quale non ci riconosciamo e che non agisce in nostro nome.
Andremo avanti, passo dopo passo, e invitiamo tutti a farlo, a unirsi, a promuovere, a organizzare nuove Local March for Gaza in tutta Italia fino a quando saremo ricevuti con tutte le firme che serviranno per farci ascoltare.

Intanto abbiamo raccolto le prime 8.000 e ne abbiamo fatto una copia. Giunti a Piazza del Popolo questo 2 novembre le metteremo simbolicamente nel cofanetto realizzato dall’artista Davide Sormino per il collettivo Arti in Sumud, in attesa di poterlo consegnare con le firme originali al Presidente della Repubblica. Lunedì porteremo le copie in Parlamento, accolti dal coordinamento Parlamentari per la Palestina.

RICORDIAMO A TUTTI L’APPUNTAMENTO A ROMA DOMENICA 2 NOVEMBRE, PER CAMMINARE INSIEME SULLA VIA DI FRANCESCO

  • Ore 10:00 – ritrovo in Piazza Sempione, lettura della petizione, raccolta firme.
  • Ore 11:00 – Partenza lungo la ciclabile dell’Aniene, attraversamento di via Salaria e passaggio su viale della Moschea
    Se il tempo lo consente: variante panoramica per Monte Antenne, con affaccio su Villa Ada e i cedri dell’Himalaia
  • Ore 13:00 – Arrivo all’Auditorium: pausa pranzo, musica e poesia
  • Ore 14:30 – Ripartenza verso Ponte Milvio, proseguendo sulla ciclabile del Tevere fino a ponte Regina Margherita
  • Ore 16:00 – Arrivo a piazza del Popolo: incontri, musica e poesia
    Per chi desidera, visita ai Caravaggio di Santa Maria del Popolo e conclusione simbolica in piazza di Spagna

Anche questa settimana sosteniamo la petizione promossa da Amnesty International per la liberazione del dottor Hussam Abu Safiya, pediatra di Gaza, sequestrato dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024 e da allora detenuto senza accuse, in condizioni disumane e sotto tortura come centinaia di altri medici e infermieri palestinesi.

Potete firmare qui per la sua immediata scarcerazione: https://www.amnesty.it/appelli/gaza-liberta-per-il-dottor-hussam-abu-safiya/

Finché Gaza brucia, continueremo a muovere passi. Perché la pace si costruisce così, insieme, camminando: una forza tranquilla che cresce a ogni chilometro, a ogni firma, a ogni incontro.

Camminare è dire: non in nostro nome.

Coordinamento Local March for Gaza

Contatti:

Coordinamento@localmarchforgaza.it

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