L’esperienza nasce da una semplice lezione sulla Pace nelle mie classi a partire dallo studio della figura di Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, uomo di dialogo e profeta di pace, a cui è intitolato il nostro Istituto.
La Pira ci ha insegnato che la pace non è un’idea astratta, ma un impegno concreto, un dovere civile e spirituale. Da questa consapevolezza è nato il progetto: dare voce a chi non ne ha più, restituire identità a chi è stato inghiottito dal rumore della guerra.
Avevo appena introdotto l’argomento, soffermandomi sulle conseguenze delle guerre in particolare sulla tragedia, sul GENOCIDIO che si sta consumando a Gaza.
Un mio alunno interviene:”prof. LA PACE DOVREBBE FARE PIÙ RUMORE DELLA GUERRA”
Questa frase è diventata il cuore del progetto.
Dopo aver acquistato di 28 lenzuola matrimoniali, 100 pennarelli indelebili e 400 fischietti(la pace deve fare rumore) (TUTTE LE SPESE SONO STATE SOSTENTE DAGLI ALUNNI AUTOTASSANDOSI.) abbiamo iniziato a scrivere i nomi dei bambini, ogni alunno ha scritto circa 20/25 nomi.
Un lenzuolo è stato volutamente lasciato bianco, a rappresentare simbolicamente i nomi dei bambini morti in tutte le guerre di cui non possediamo identità. Questo spazio vuoto diventa un segno di memoria universale: un richiamo alle vittime anonime dei conflitti, alle vite che non hanno potuto essere registrate, ricordate o pianto da nessuno. Il lenzuolo bianco completa il “Sudario della Memoria”, rendendolo non solo un documento di testimonianza, ma anche un monito contro ogni forma di violenza.
Grazie alla generosità della sig.ra SABRINA, che di mestiere fa la sarta, le lenzuola sono state unite in un unico telo, diventato il SUDARIO DELLA MEMORIA nel nome di GIORGIO LA PIRA.
IL 22 MAGGIO alle ore 10:30, con il rumore del fischietti, Tutti gli alunni dell’Istituto La Pira, la Dirigente, i docenti e tantissime persone della società civile, danno vita ad un corteo per le strade di Pozzallo, portando il lungo sudario (70mt) con scritti 18.500 nomi dei bambini morti a Gaza.
È il rumore che Giorgio La Pira avrebbe riconosciuto: quello della SPERANZA che non si arrende.
Scrivere i nomi di 18.500 bambini morti a Gaza è stato un modo per rompere quel silenzio, per richiamarci alla responsabilità.
II “Sudario della Memoria” realizzato dalle mie ragazze e dai miei ragazzi non è solo un telo: è un megafono etico, un gesto collettivo che dice che la scuola non è spettatrice, ma costruttrice di coscienza.
GRAZIE a tutti coloro che lo faranno sfilare, a chi lo sosterrà con le proprie mani, a chi lo guarderà con rispetto, a chi comprenderà che ogni nome scritto e ogni spazio bianco-è un invito alla responsabilità.
Sfilare questo sudario significa scegliere da che parte stare: dalla parte della memoria, della dignità, della pace che vuole finalmente fare più rumore della guerra.
Un ringraziamento particolare va a Sara Ongaro, a Tiziana e Florinda dell’associazione ALI per il loro lavoro, la cura e l’impegno con cui stanno accompagnando il Sudario della Memoria nel suo viaggio. Grazie a loro, questo telo non è rimasto confinato tra le mura della scuola, ma sta girando l’Italia, portando ovunque il suo messaggio di pace, di memoria e di responsabilità.
Pozzallo, 17.08.2026
prof. Giovanni Giuseppe Susino

