Nei primi anni sessanta, a causa dell’inquinamento dell’aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell’inquinamento dell’acqua (gli azzurri fiumi e le rogge trasparenti) sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c’erano più. (Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta).
Quel “qualcosa” che è accaduto una decina di anni fa lo chiamerò dunque “scomparsa delle lucciole”.
Pier Paolo Pasolini, 1 febbraio 1975, Corriere della Sera
Nella scorsa Newsletter abbiamo scritto dei container fermi a Gioia Tauro e, a quanto pare, anche a Cagliari. Ebbene: pare siano sempre lì bloccati dalle denuncie dei portuali.
Secondo quanto riportato in un’interrogazione parlamentare alla Camera a prima firma Stefania Ascari la vicenda riguarda un totale di 27 container (16 o 17 a Gioia Tauro e i restanti a Cagliari) che conterrebbero barre d’acciaio balistico provenienti dall’India e dirette in Israele.
Sembra che diamo i numeri, ma in realtà questa vicenda ci spinge a proseguire nel nostro impegno. Scrivere una newsletter e produrre un podcast che seguano le vicende in Palestina inserendole nel contesto attuale, offrendo al contempo chiavi di lettura per l’azione, non è un esercizio di stile: è il nostro modo per non farci abbindolare dalla narrazione dominante, ricollegare i fatti e trovare una via d’uscita collettiva dal vicolo cieco in cui ci troviamo.
Questa notizia ci permette anche di tornare sulla vicenda di Eranova: un paese nato nell’Ottocento in Calabria e abbattuto, nell’arco di un secolo, per gli investimenti della Cassa per il Mezzogiorno destinati a un centro siderurgico mai sorto. Il porto fu realizzato solo negli anni Novanta, guidato unicamente da logiche globali: trasferire le merci dalle navi portacontainer oceaniche a quelle di cabotaggio nel Mediterraneo.
Anche su quella spianata nella piana calabrese, creata attraverso lo sbancamento della spiaggia, l’esproprio di 500 ettari di terreno e l’abbattimento di 700.000 alberi, le lucciole si spensero e lasciarono il passo alla “modernità”; il nuovo fascismo la chiamò Pasolini nell’articolo sulla scomparsa delle lucciole del 1975 che abbiamo posto come incipit di questo testo.
Un nuovo fascismo che riuscì laddove il fascismo storico fallì, ovvero nell’imporre un modello culturale, nel dominio delle coscienze e dei territori. Come Eranova è stata demolita e tolta dalle mappe cartografiche e – poi – digitali, così stanno sparendo i villaggi in Palestina.
Eppure le lucciole in qualche luogo stanno tornando. Basta creare le condizioni, riprendere in mano le nostre vite, unirsi, lottare e resistere costruendo alternative.
La prima cosa che dobbiamo recuperare è la solidarietà, strumento necessario per restare umani. Per questo motivo stiamo sostenendo i gemellaggi tra Comuni italiani e paestinesi: per riconoscere, per denunciare, per fermare l’oblio.
Se i gemelleggi tra Comuni richiedono tempi lunghi (che non abbiamo) e autorizzazioni ministeriali (che potrebbero non arrivare), allora iniziamo con la fratellanza tra scuole e associazioni, che sono un pò più semplici.
Riprendiamo il cammino da qui, colleghiamo piccoli comuni, scuole e associazioni locali, rendiamoci agenti di solidarietà, costruiamo dal basso la diplomazia per la pace.
🟩⬛ CAMPANAMUTA. Memorie di un borgo che non c’è più
Martin Errichiello, artista che si occupa di arte visiva, ha prodotto un podcast sulla storia di Eranova. Si chiama Campanamuta, come la campana tolta alla chiesa del villaggio raso al suolo per far posto a un’acciaieria mai sorta, poi al deserto e infine al porto di Gioia Tauro.
Parlare di Eranova vuol dire parlare di Palestina, perché il sentimento di attaccamento per la tua terra non muore mai. In questo racconto c’è una vicinanza allo smarrimento dell’uomo davanti al potere; c’è un reclamare spazio e dignità sul “pianeta di vinti”, su cui si incontrano tantissime persone, tra cui, in qualche forma, io stesso. Guardare alle storie del passato permette di trovare un interlocutore da interrogare, perché quel che finisce sul “pianeta dei vinti” è sempre a disposizione di chiunque, dell’umanità e del suo progresso.
Questa frase è stata pronunciata dallo stesso Martin e l’abbiamo presa dall’Intervista su Atribune di Vittoria Caprotti: https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/who-is-who/2026/04/intervista-martin-errichiello-campanamuta/
Il podcast invece è su Rai Play Sound al link: https://www.raiplaysound.it/playlist/campanamuta
🟪 QUANDO I COMUNI SI TENDONO LA MANO. Valdilana (Biella) e Qira (Cisgiordania)
Giovedì scorso, all’asilo Cerigno Zegna di questo piccolo comune del biellese, le comunità di Valdilana e Qira (Governatorato di Salfit, Palestina) hanno scelto di non restare spettatrici della propria storia. L’incontro, promosso da Local March for Gaza e reso possibile dalla traduzione simultanea di Hatem Sabra, cittadino italiano di origini palestinesi, ha visto l’amministrazione comunale, le scuole e le associazioni locali presenti fisicamente, mentre i rappresentanti di Qira hanno partecipato online. Non è stato solo uno scambio di cortesie diplomatiche, ma un vero e proprio laboratorio di incontro, conoscenza e resistenza quotidiana.
Leggi tutto l’articolo: https://www.localmarchforgaza.it/da-valdilana-a-qira-quando-i-comuni-si-tendono-la-mano/
🟫🟨 ISRAELE E L’ARCHEOLOGIA DELLA SOVRANITA’
Mentre il panorama culturale si affolla di eventi che mettono in scena la pace per Gaza — evocata nei concerti, celebrata attraverso cammini simbolici o affidata all’immagine ormai rituale di un palestinese e un israeliano insieme, a testimonianza della “pace possibile” — a Gaza le bombe non hanno mai smesso di uccidere, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore nell’ottobre 2025. Eppure, raramente chi anima questi eventi si interroga — o invita il pubblico a interrogarsi — sulle cause strutturali del conflitto. Si invoca la riconciliazione, ma si tace sulla giustizia e si evita di nominare l’elefante nella stanza. Parlare delle responsabilità politiche del governo israeliano, dell’occupazione, degli insediamenti e del processo di spoliazione e annessione della Cisgiordania continua a essere considerato divisivo, fuori registro, quasi sconveniente. Nel frattempo, lontano dai riflettori, il processo di annessione accelera. Avanza attraverso operazioni militari, demolizioni di case palestinesi e costruzione di nuovi avamposti e insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Ma avanza anche attraverso strumenti apparentemente rivolti al passato: leggi, scavi archeologici, parchi nazionali e gestione del patrimonio culturale.La posta in gioco, però, è il futuro.
Leggi l’articolo completo di Alessandra MAF Filippi : https://www.controversie.blog/israele-archeologia-sovranita/
🟫 L’INVASIONE DEI DATA CENTER A TORINO E PROVINCIA. Quando il calcolo diventa bersaglio militare.
Sul territorio della città metropolitana di Torino e dell’area piemontese si sta consumando una delle più imponenti operazioni di riconversione urbanistica ed energetica della storia recente, perfettamente integrata nella logica di militarizzazione del calcolo, riarmo tecnologico e controllo sociale che caratterizza la corsa globale all’Intelligenza Artificiale.
Leggi tutto l’articolo di Francesco Capello: https://www.francescocappello.com/2026/09/18/linvasione-barbarica-dei-data-center-a-torino-e-provincia/
⬛ 🟧 ISTRUZIONI PER L’USO. La tecnologia applicata allo sterminio
Pochi mesi dopo l’uscita del report di Amnesty International,nel 2024 le testate israeliane +972 e Local Call rivelarono che l’esercito israeliano aveva sviluppato un programma basato sull’IA, chiamato Lavender, che aveva prodotto una kill list arrivata a includere fino a 37˙000 palestinesi, con una supervisione umana di massimo 20 secondi per decidere se i bersagli erano effettivamente membri di Hamas. (…)Sorvegliare, colpire, manipolare non sono quindi tre strumenti diversi ma tre funzioni della stessa infrastruttura, costruite sullo stesso principio applicato a due direzioni opposte: ridurre le persone a un bersaglio da eliminare, e ridurre loro testimonianza a un ‘segnale da silenziare’.
Elisabeth di Luca su Pressenza analizza l’uso che fa Israele dell’Intelligenza Artificiale
Articolo completo su Pressenza al link: https://www.pressenza.com/it/2026/09/istruzioni-per-uso-tecnologia-applicata-a-sterminio/
🟫LA CRESCITA DEL POTERE DELLE MULTINAZIONALI
Chi sono i “padroni” del mondo? Per provare a dare una risposta non astratta a questa domanda, si può consultare l’ultima edizione di “TOP 200: la crescita del potere delle multinazionali” a cura del Centro Nuovo Modello di Sviluppo (CNMS). Si tratta del sedicesimo report annuale, che presenta l’elenco, la mappatura e i principali dati economici delle più rilevanti società multinazionali, confrontandole con il Prodotto Interno Lordo e con le entrate dei più ricchi Paesi del mondo.
Francuccio Gesualdi, uno degli allievi di Don Milani, da anni con il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, redige questi report, strumenti necessari per capire dove siamo e dove andiamo.
Articolo completo su Pressenza al link: https://www.pressenza.com/it/2026/09/la-crescita-del-potere-delle-multinazionali-2/
🟦 AGGIORNAMENTI PER CHI E’ IN MARCIA
LA BANALITA’ DEL MALE. Venerdì 25 Settembre dalle 9 alle 13 il Circolo Tavo Burat e Biellesi per la Palestina Libera organizzano un presidio davanti all’ingresso del Palazzo della Provincia a Biella (Via Ivrea), per chiedere di rigettare l’istanza di Econergy, impresa israeliana che vorrebbe realizzare un impianto agrivoltaico di enorme estensione nel biellese. Comunicato stampa: https://www.pressenza.com/it/2026/09/la-banalita-del-male-il-caso-econergy-e-il-progetto-solarpark3-nel-biellese/
MILANO: LA GIORNATA NO DATA CENTER. 26 settembre 2026 Arci Milano, Via Bellezza 16 dalle 11.00 alle 18.00. Per la prima volta i comitati che in tutta la Lombardia (e non solo) si oppongono ai data center si ritrovano nella stessa sala. Decine di territori, un solo problema. Il consumo di suolo, acqua ed energia di questi impianti non è una questione locale, e non può più essere affrontata comitato per comitato. Il convegno mette insieme medici, fisici, ricercatori e attivisti per rispondere a due domande: quali impatti ambientali stanno producendo i data center, e chi decide dove e come vengono costruiti. La giornata si chiude con l’obiettivo più importante: costituire un coordinamento unico dei comitati “Stop Data Center”
CAMPAGNA GEMELLAGGI. L’appello ai sindaci di Assopace Palestina: https://www.localmarchforgaza.it/appello-ai-sindaci-italiani-assopace-palestina/.
VERSO UNA MOBILITAZIONE GLOBALE. Attraverso la Global Allaiance for Palestina, è stata lanciata una grande mobilitazione globale per il fines ettimana dal 9 all’11 ottobre. Il momento culminante sarà una Giornata Globale d’Azione sabato 10 ottobre. Si invitano organizzazioni, movimenti, sindacati, reti studentesche e gruppi della società civile di tutto il mondo a unirsi. Contattare info@palestine-alliance.org per info e materiali di comunicazione.
🟦 ROTTA CORSARA
Riprendendo la lucidità feroce e profetica di Pier Paolo Pasolini:
“Il fascismo dei vecchi tempi […] era ridicolo: ma dal punto di vista della ‘realtà’ era un fascismo terribile, tragico, che ha sterminato milioni di persone. Il nuovo fascismo, il potere dei consumi, ha distrutto il fascismo storico, ma è esso stesso infinitamente più fascista del fascismo storico.”
Oggi quel totalitarismo invisibile e pervasivo ha completato la sua opera di omologazione, riducendo ogni cosa — relazioni, corpi, pensieri — a merce. Il vuoto di potere che ne deriva e che apre la strada alle nuove derive autoritarie non si sconfigge con la nostalgia o con la rassegnazione.
La rotta corsara si inverte solo rimettendo al centro la radicalità del legame sociale: solo le comunità che resteranno umane ci faranno uscire dal vicolo cieco del nuovo fascismo dei consumi. Bisogna creare le condizioni perché le lucciole ritornino ovunque.

