di Milad Jubran Basir
Come è noto a tutti la tregua concordata a ottobre 2025 è una tregua solo di facciata, perché a Gaza purtroppo si continua a morire di bombardamenti, fame, sete, malattie, ma anche di caldo. La gente vive nelle tende di plastica e la temperatura in questi giorni ha raggiunto i 40 gradi.
Dalla stipula della falsa tregua l’attività dell’esercito israeliano e dei coloni si è concentrata in Cisgiordania dove, quotidianamente, vengono attaccati villaggi e distrutta ogni possibilità di continuare a vivere in quel luogo. Questi attacchi sono più frequenti nella Valle del Giordano dove i coloni, sempre protetti dall’esercito, seminano terrore, paura, bruciano case, rubano bestiame ai nostri contadini e gli impediscono di andare a coltivare la loro terra. Sono già migliaia le persone sfollate in Cisgiordania da questa politica del terrore e della deportazione forzata.
Purtroppo i mezzi di informazione non parlano più della tragedia del popolo palestinese e il calo di attenzione ha due conseguenze fondamentali: in primis i coloni si sentono autorizzati di poter fare tutto quello che vogliono, tanto nessun parla di loro; in secondo luogo i palestinesi si sentono isolati e abbandonati a loro stessi.
Ecco allora che un gruppo di persone, compreso il sottoscritto, di attivisti per la pace e per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, ha pensato di iniziare a stipulare accordi di collaborazione, gemellaggi tra enti locali italiani e palestinesi, scuole, gruppi scout, parrocchie e associazioni femminili all’insegna della solidarietà e della fratellanza.
Sono già stati avviati dei contatti tra diversi comuni emiliani romagnoli e comuni palestinesi e prossimamente sarà stipulato il primo gemellaggio tra la città di Taybeh, unica città della Cisgiordania totalmente cristiana, e una città dell’Emilia.
Taybeh per diversi mesi è stata presa di mira dai coloni e questi attacchi hanno costretto già 15 famiglie ad andarsene.
Questo progetto ha diversi obiettivi: il primo è far vedere ai coloni che Taybeh è gemellata con una città italiana, nella speranza che possa essere un deterrente alla continua violenza e soprusi; il secondo è per aiutare la popolazione palestinese a sentirsi meno isolata, perchè anche un semplice cartello all’ingresso del paese scritto in quattro lingue arabo, inglese, ebraico e italiano ha un grande valore.
Un altro obiettivo dei gemellaggi è la creazione di micro progetti di solidarietà, scambio di esperienze, soprattutto tra i giovani, per far crescere la cultura della pace.
Da parte mia, e del gruppo che si è attivato per la creazione di gemellaggi e collaborazioni, c’è la possibilità di garantire supporto, trovare enti locali e altri soggetti palestinesi adeguati per stipulare rapporti di gemellaggio con paesi e realtà associative italiane.
La bozza del protocollo di gemellaggio è già pronta e a disposizione di chi è interessato.
Dr. Milad Jubran Basir – Giornalista italo palestinese e attivista per i diritti umani.

