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14|26 Il corpo negato: dove il diritto scompare

localmarchforgaza, 28 Maggio, 202628 Maggio, 2026

Michel Foucault, tra le pagine di Sorvegliare e punire, ci metteva in guardia: nel Medioevo il potere sovrano si abbatteva famelico sul corpo del condannato. Il supplizio doveva essere pubblico, la tortura una macabra messinscena di piazza per ribadire, attraverso il terrore, l’assoluta autorità del re. L’Illuminismo ha poi nascosto quella stessa violenza dietro le mura asettiche e burocratiche delle carceri, rendendola invisibile.

Oggi, nella società dello spettacolo, stiamo registrando un cortocircuito spaventoso. La carne lacerata è tornata in mostra, ma si è fatta digitale. Scorre, incessante e spettacolarizzata, sui display dei nostri smartphone, fagocitata da flussi social che anestetizzano la nostra capacità di indignazione e svuotano l’empatia. Assistiamo, in una cinica diretta globale, alla regressione più buia: la santificazione della legge del più forte.

Ma questa deriva non è una teoria accademica. Ha i volti rigati, le storie spezzate e i corpi dei 400 volontari della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla Coalition. Persone di pace provenienti da tutto il mondo, sequestrate in acque internazionali mentre cercavano di portare aiuti umanitari vitali a Gaza. I video con le loro testimonianze di abusi e torture, ogni volta ricordando che quel che hanno subito per un tempo limitato non è nulla rispetto a quel che subiscono quotidianamente gli ostaggi palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane, sono un esempio di forza e speranza che non ci può lasciare indifferenti. 

E’ di queste ore invece la notizia che i dieci attivisti civili del Global Land Convoy, sequestrati dalle milizie della Libia orientale mentre cercavano un dialogo pacifico per far passare in sicurezza il convoglio di aiuti umanitari per Gaza, sono stati rilasciati. Siamo in attesa di avere maggiori informazioni ma tiriamo un sospiro di sollievo, anche perchè tra loro c’è una compagna di cammino che conosciamo bene, Dina (Leonarda) Alberizia. Era con noi un anno fa durante la prima Local March for Gaza. Quando la violenza geopolitica tocca una persona così vicina, che ha condiviso i nostri stessi passi, la guerra smette di essere un fotogramma distante sullo schermo. La minaccia non è altrove: è anche qui. Come le risposte possibili.

Tutte queste persone ci ricordano che l’impotenza e la rassegnazione non possono essere la risposta. La solidarietà internazionale ci dimostra che la resistenza non è il sogno ingenuo di idealisti fuori dal tempo, ma l’unica necessità urgente e concreta per scardinare le logiche criminali dello sfruttamento, del controllo coloniale e della sopraffazione militare. Empatia contro sopraffazione.

Per questo, oggi più che mai, l’imperativo delle Local March for Gaza diventa politico: decolonizzare il nostro immaginario. Dobbiamo disarmare le nostre menti dall’idea tossica che la violenza geopolitica sia inevitabile, che la solidarietà debba essere criminalizzata e che la pace sia un’utopia impossibile. Ma anche che la felicità passa per il consumo, che l’ambizione individualistica è una virtù e che ci sono vite che valgono più di altre. 

Solo decolonizzando lo sguardo, liberandolo dalle narrative del potere, potremo trasformare la rabbia in azioni concrete di liberazione. Qui e ora. Per gli attivisti sequestrati, per le popolazioni eliminate e allontanate dalle proprie terre per far spazio alle mire coloniali di altri, per restituire dignità e diritto all’esistenza a tutti i corpi oppressi della Terra.

🟦I PRESIDI PERMANENTI DI TUTTA ITALIA SI UNISCONO E INCONTRANO FRANCESCA ALBANESE

I presidi permanenti di Cagliari e Milano, che hanno preso l’iniziativa, scrivono: Carissime e carissimi, grazie a tutti per aver aderito con estremo entusiasmo a questa iniziativa che si pone la grande sfida di unire l’Italia dal basso per far sentire la nostra voce e la nostra indignazione per il genocidio in atto in Palestina. Vi comunichiamo con gioia che Francesca Albanese ha accettato di collegarsi con noi venerdì 19 giugno alle 21. Vi chiediamo di cercare uno spazio adeguato ove poter proiettare l’incontro e di cercare di coinvolgere il maggior numero di persone. Il collegamento con Francesca avverrà puntualmente alle 21, ognuno convochera’ la serata un po’ prima, quanto crede, per presentare il tutto al pubblico.
Nel frattempo, per conoscerci tra noi, proponiamo una riunione online giovedi 4 giugno ore 21.00 dove tutti e tutte potremo presentarci brevemente. Per questa data speriamo di avere notizie ancora più precise sull’organizzazione. Un caro abbraccio Andrea e Vania

Abbiamo accettato volentieri di metterci al servizio di questa iniziativa, quindi se fate parte di un presidio e non lo avete ancora segnalato potete scrivere a adesioni@localmarchforgaza.it.

🟦GEMELLAGGI TRACOMUNI PALESTINESI E ITALIANI. PERCHE’ E’ IMPORTANTE?

Today I discovered that my village, Qira my birthplace, has been removed from Facebook maps. I am currently in my village, and when I try to locate myself there, I see place names around the world, but not my village in Palestine. (Oggi ho scoperto che il mio paese, Qira, dove sono nato, è stato rimosso dalle mappe di Facebook. Sono attualmente nel mio paese, ma quando provo a localizzarmi, vedo nomi di luoghi in giro per il mondo, ma non quello del mio paese in Palestina).

Così scrive il giornalista agricoltore Fareed Taamallah sulla sua pagina FB la scorsa settimana. Qira è anche il paese per cui, con l’aiuto di CO.CO.PA. (Coordinamento Comuni per la Pace), abbiamo facilitato un dialogo con Valdilana, comune in provincia di Biella, per avviare una collaborazione e, speriamo, un gemellaggio.  Altri comuni italiani hanno nel tempo capito l’importanza di questo importante riconoscimento per i comuni palestinesi aggrediti dai coloni e dall’esercito israeliano e cancellati dalle mappe, e non soltanto da oggi. 

Oggi più che mai è però importante moltiplicare questi sforzi, ne parla in questo articolo il giornalista italo-palestinese Milad Jubran Basir, che sta cercando di gemellare il comune di Taybeh, in Cisgiordania, con una città dell’Emilia. Ma anche facilitare la sottoscrizione di accordi di collaborazione tra scuole, gruppi scout, parrocchie e associazioni femminili all’insegna della solidarietà e della fratellanza. Puoi leggere l’articolo completo qui: https://www.localmarchforgaza.it/gemellaggi-tra-comuni-palestinesi-e-italiani-perche-e-importante/

🟨CARLIN PETRINI HA LAASCIATO UN GRANDE PIENO

E’ anche grazie a te che sono quello che sono. Che ho conosciuto centinaia di contadini e cuochi in Africa e medio oriente (che dobbiamo imparare a chiamare sud ovest asiatico, per decolonizzare le nostre coordinate mentali). Grazie al movimento che hai creato ho potuto lavorare in Palestina, conoscere moltissime persone di grande valore e una cultura profonda radicata nella terra. Ho conosciuto la colonizzazione e capito perchè non ce ne siamo ancora liberati (ora ce ne stiamo accorgendo tutti). Ho superato me stessa e ciò che credevo di poter fare, in tutti i meravigliosi Terra Madre che ho avuto l’onore di organizzare per la rete associativa africana, amazigh e araba. Sei sempre stato d’ispirazione, ogni volta che ci chiamavi a raccolta per darci indicazioni sul presente e sul futuro. Fai buon viaggio Carlo, e grazie per tutto ciò che ci hai lasciato.

Così Nazarena scrive sulla sua pagina FB dopo la notizia della morte di Carlin Petrini. Il “grande pieno” che ha lasciato è visibile nei moltissimi atti resistenza quotidiana alla mercificazione del cibo, come quello raccontato nell’ultima puntata del podcast di Daniel Tarozzi “Io non lascio Tracce” sul Cammino di Oropa. Puntata dedicata al cibo, in cui Nazarena parla del suo lavoro come cuoca alla Trappa di Sordevolo e dell’eredità del movimento creato da Carlin in quello che fa. Ma anche del perché custodisce un legame così forte con la Palestina, grazie a Doha, contadina resistente della Cisgiordania che ha conosciuto quando lavorava per Slow Food in Africa e sud ovest asiatico. 

Lo puoi ascoltare qui: https://www.italiachecambia.org/podcast/mangiare-cio-che-ce/

Anche Moni Ovadia ricorda Petrini. Noi della mia generazione abbiamo sognato tanto la rivoluzione, Carlin ha fatto un’immensa rivoluzione. Ci ha insegnato che le rivoluzioni si possono fare, non sono un’utopia velleitaria e basta. Certo bisogna essere grandi rivoluzionari, e Carlin lo è stato. Ha unito l’essere umano al cibo che lo nutre per fargli capire che l’atto di nutrirsi è un atto rivoluzionario in sé. Ha unito il cibo che si mangia a quelli che lo producono perché hanno un legame benedetto con la terra, non sono come quelli che purtroppo ancora dominano, gli speculatori che fanno del cibo una fonte di profitto e lo avvelenano pur di incrementare i loro profitti.

Leggi tutto: https://www.slowfood.it/le-parole-di-moni-ovadia-per-carlin

🟪 EMILIA ROMAGNA: BASTA COMPLICITA’

Il 26 maggio, sotto il Palazzo della Regione a Bologna, hanno coinciso due eventi: in mattinata il presidio per la proposta di legge regionale sulle aree idonee per la collocazione degli impianti di energia rinnovabile, e nel pomeriggio il sit-in del coordinamento regionale per la campagna Basta Complicità e consegna delle firme della petizione che chiede di interrompere i rapporti economici con Israele.

La petizione popolare è sostenuta da una rete di più di 50 associazioni regionali, tra cui BDS e Sanitari Per Gaza, ed è stata sottoscritta a livello nazionale da Mediterranea Saving Humans, Giovani Palestinesi d’Italia e Global Movement to Gaza. L’obiettivo finale è l’interruzione di rapporti economici e commerciali con Israele, sia a livello regionale che nazionale, per boicottare con azioni concrete i responsabili del genocidio Palestinese. Il programma si focalizza su sei punti principali: lo stop all’utilizzo del porto di Ravenna per commerci con Israele; l’istituzione di un osservatorio sul traffico di armi; l’uscita dai progetti con aziende di armamenti coinvolte con Israele; l’interruzione regionale di forniture e beni a aziende israeliane; l’esclusione di enti e aziende israeliana da manifestazioni fieristiche e l’istituzione di un comitato etico; l’interruzione di progetti educativi che prevedono la collaborazione con aziende di armi. 

Leggi tutto: https://www.pressenza.com/it/2026/05/26-maggio-lemilia-romagna-si-mobilita/

🟪 AGGIORNAMENTI PER CHI E’ IN MARCIA

Global Sumud Flotilla: Pestaggi, torture fisiche e psicologiche, proiettili di gomma sparati contro attivisti e attiviste, uso del taser, molestie sessuali. Dario Salvetti e Antonella Bundu in una conferenza stampa tenutasi nello stabilimento ex Gkn di Firenze hanno raccontato cosa è successo a loro e agli altri componenti della Global Sumud Flotilla dopo essere stati sequestrati in acque internazionali dalla marina israeliana con l’azione di pirateria e terrorismo di stato. “Qualsiasi cosa che abbiamo vissuto non è nulla rispetto a quello che le palestinesi ed i palestinesi vivono quotidianamente; e noi l’abbiamo vissuto nel privilegio di sapere che prima o poi sarebbe finito, cosa che non è data ai palestinesi. Ringraziamo la Resistenza palestinese e chiediamo il boicottaggio verso Israele.“ Leggi tutto: https://www.radiondadurto.org/2026/05/22/global-sumud-flotilla-violenze-pestaggi-e-torture-fisiche-e-psicologiche-i-racconti-di-buntu-e-salvetti/

Repubblica nomade, un cammino disarmante: partirà da Brescia il 6 Giugno per arrivare a Genova il 22 Giugno. Stiamo definendo in questi giorni gli ultimi  dettagli e incontri (a Brescia , 6 giugno, a Piacenza il 13 giugno e a Genova il 22 giugno). Repubblica Nomade è una associazione che dal 2011 organizza un cammino ogni anno su un tema “civile” e questi cammini vengono da noi organizzati contattando le amministrazioni comunali per rendere noto il nostro passaggio e per chiedere la disponibilità a darci un luogo, preferibilmente una palestra, dove dormire a terra con i nostri materassini e sacchi a pelo.
Info e iscrizioni: https://www.repubblicanomade.org

🟦 ROTTA CORSARA

Ogni nostro passo deve portare un’intenzione. Lasciamoci ispirare da chi resiste, difendiamo i nostri valori, facciamo ciò che è in nostro potere. 

Come diceva Carlo Petrini: loro sono giganti, ma noi siamo moltitudine

L’unico modo per esercitare il nostro potere, il potere di noi moltitudine, è farlo insieme. 

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