«Ed ecco che nell’ombra degli scogli e delle alghe scoprì una famiglia di pesciolini rossi proprio come quelli del suo branco.
- Andiamo a nuotare nel sole e a vedere il mondo, – disse felice.
- Non si può, – risposero i pesciolini, – i grandi tonni ci mangerebbero.
- Ma non si può vivere così nella paura, – disse Guizzino, – Bisogna pur inventare qualcosa..»
Da “Guizzino” di Leo Lionni
Chi sono oggi i grandi tonni? Sono coloro che continuano a accumulare richezza. Sono le grandi compagnie e, al loro interno, coloro che ne possiedono la maggioranza delle azioni. Nessun grande azionista ha a cuore gli interessi di noi moltitudine. Non si occupa di cambiamenti climatici se non per business, neanche di povertà se non con un po’ di beneficenza, neppure di migrazioni, se non per assicurarsi la quota di manodopera che gli serve. Però si occupa di guerre, quelle che aumentano i dividendi. E, nel frattempo, aggrava la policrisi e ci spinge verso il baratro.
La realtà è sotto i nostri occhi: le cose stanno velocemente precipitando e urge aumentare la consapevolezza della nostra forza. La situazione presente richiede uno sforzo organizzativo e la scelta di ciò che è maggiormente necessario, una selezione delle priorità. Bisogna affrontare gli aspetti strategici.
La domanda che ci poniamo oggi è la stessa che si è posta La Portentosa Cura Intergalattica per l’incontro di Subiaco dello scorso agosto: che fare? come farlo? È anche la stessa domanda che si pone Elisabeth nell’articolo in cui propone di aderire a una forma contemporanea di sciopero a staffetta per colpire, almeno per un giorno ma tutte insieme, le piattaforme delle Big Tech (vedi calendario degli scioperi all’interno dell’articolo sotto). In inglese si chiama Attention strike, in italiano suona come Sciopero dell’attenzione.
Lo sforzo di coordinarsi tra diverse forme di lotta e di resistenza è chiamato anche “intersezionalità”. Secondo questa idea, che nasce nel pensiero femminista nero americano, le diverse forme di disuguaglianza e di oppressione — genere, classe, razza, disabilità, orientamento sessuale, condizione migratoria e altre — non funzionano come elenchi separati che si sommano, ma si intrecciano producendo esperienze specifiche che non si capiscono guardando a una sola dimensione per volta. E’ quindi necessario pensarsi come parti di un’unica lotta di liberazione dalle alghe di questo sistema malato che ci impedisce di vedere che un mondo diverso – in cui ogni essere umano può beneficiare del diritto alla vita e al piacere – non solo è possibile, ma anche urgente iniziare a costruire.
La questione è seria e ha attraversato le forme di protesta e di cambiamento di oggi e di ieri. Già più di un secolo fa si iniziò a dibattere di spontaneità e di organizzazione, di democrazia e di centralismo. Oggi si dice orizzontaltà e verticalità delle decisioni. Insomma ne è passata di acqua sotto i ponti da allora, e sembra che ci troviamo di nuovo allo stesso punto, se non peggio. È una di quelle curve della spirale della storia in cui si perde il verso e il senso dell’agire.
La realtà dei fatti è quella sintetizzata dall’imprenditore americano Warren Buffett:
«È in corso una lotta di classe, è vero, ma è la mia classe, la classe ricca, che sta facendo la guerra, e stiamo vincendo».
Noi, che stiamo dall’altra parte, siamo la maggioranza assoluta, siamo moltitudini, siamo il 99% della popolazione, quelli che mandano avanti questo mondo. Ma siamo isolati, ognuno chiuso nella propria gabbia di precarietà, davanti agli schermi, convinti che la propria difficoltà sia una colpa individuale e non il risultato di un sistema economico spietato. Ridotti a consumatori che riproducono in continuazione ciò che li aliena, che li fa stare male. Questo è il punto centrale, questa è l’attuale dinamica del potere. Eppure i rapporti di forza non sono immutabili e sono anche, se non soprattutto, una questione di organizzazione.
Indichiamo le nostre priorità nel breve:
- Partecipare alla mobilitazione globale del 10 ottobre.
- Sostenere la realizzazione di gemellaggi tra comuni, scuole e associazioni italiane e palestinesi.
- Rispondere all’appello per assicurare una presenza internazionale in Cisgiordania durante la raccolta delle olive.
- Essere al fianco dei portuali il 30 ottobre, nella Giornata internazionale contro la guerra, il riarmo e la militarizzazione.
- Attuare lo Sciopero dell’attenzione.
- Boicottare prodotti israeliani, specialmente quelli che provengono dalle colonie illegali della Cisgiordania (qui trovi come: https://bdsitalia.org/)
E, ultimo ma non per ultimo, unire le lotte e le resistenze, perchè solo così potremo mangiare i pesci grossi e inceppare il meccanismo.
🟩🟫 RICHIESTA URGENTE DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE PER LA RACCOLTA DELLE OLIVE
Mentre si avvicina la raccolta di quest’anno, i nostri villaggi sono presi da un terrore che non avevo mai visto prima. Nelle ultime settimane, la situazione in tutta la Cisgiordania è peggiorata bruscamente. Raid militari, chiusure stradali arbitrarie e irruzioni quotidiane di milizie di coloni armati hanno trasformato le nostre campagne in una zona militarizzata.
Questa stagione si preannuncia peggiore di qualsiasi altra che abbiamo affrontato. Con le elezioni israeliane fissate per il 27 ottobre, le fazioni politiche competono apertamente su chi possa assumere la postura più aggressiva nei confronti dei palestinesi.
Leggi l’articolo completo di Fareed Taamallah: https://www.pressenza.com/it/2026/10/cisgiordania-richiesta-urgente-di-protezione-internazionale-per-la-raccolta-delle-olive/
⬛ CHE C’ENTRA GAZA CON “I PROBLEMI DEGLI ITALIANI”
Trovo molto esemplificativo del declino cognitivo di questa epoca il fatto che si fatichi a comprendere, nell’opinione pubblica, il legame tra Gaza, un genocidio, e le lotte per la scuola, la dignità, il welfare e contro il riarmo. Non volerci vedere un collegamento può essere un effetto di apoptosi neurale derivato dallo scrolling? Un effetto del successo della propaganda di guerra? Non saprei. Basta guardare. Siamo una società che assorbe quotidianamente violenza e autoritarismo, insieme alla paura, all’erosione dei diritti e alla macelleria sociale. «Eh, ma che c’entra Gaza?». «Invece di protestare per la Palestina protestassero per i problemi dell’Italia». E bla bla bla. Veramente non capite o fate solo finta?
Leggi l’articolo completo di Lavinia Marchetti: https://laviniamarchetti.substack.com/p/che-centra-gaza-con-i-problemi-degli
🟫 STRAGE DEL 7 OTTOBRE, dopo tre anni il trauma che governa Israele rischia di travolgere anche noi
Per mille e cento giorni abbiamo visto Gaza esplodere dentro i nostri telefoni. Bambini estratti a brandelli dalle macerie, quel che resta dei corpi avvolti nei sudari, famiglie cancellate, ospedali, università, scuole, moschee e chiese polverizzati. Un bambino ucciso. Poi dieci. Cento. Mille. Diecimila. Ventimila. E abbiamo continuato a scorrere, un massacro, una pubblicità, una ricetta, un gatto, una vacanza, un’offerta speciale “paghi due porti via tre”. E piano piano l’orrore non è scomparso: è diventato contenuto. Anche per questo quel che è accaduto nelle sale cinematografiche italiane è sorprendente. Nei primi tre giorni di proiezione, oltre 243.000 persone sono andate a vedere NAZA. E la programmazione è stata prolungata in centinaia di sale. (…) Ed è forse proprio lì che il film smette di raccontare soltanto Gaza e comincia a raccontare anche noi. Perché alla fine NAZA ti sbatte in faccia il cortocircuito più evidente del genocidio palestinese tuttora in corso: mentre il 7 ottobre deve essere ricordato fino allo sfinimento, Gaza è costretta a continuare a dimostrare di essere accaduta e di stare accadendo.
Leggi l’articolo completo diAlessandra Maf Filippi: https://www.strisciarossa.it/strage-del-7-ottobre-dopo-tre-anni-il-trauma-che-governa-israele-rischia-di-travolgere-anche-noi/
🟪 SAPERE ALTRO, SAPERE OLTRE: scuola di formazione politica per giovani
Nell’epoca della cosiddetta scomparsa delle ideologie, l’unica narrazione rimasta in campo è quella basata sull’idea che la società debba essere regolata dal mercato e che l’individualismo sia la cifra delle relazioni fra le persone.
Poiché, al contrario, pensiamo che la vita delle persone si svolga dentro la reciprocità e l’interdipendenza tra le stesse e che la società debba essere il luogo del “prendersi cura con”, ovvero della costruzione comune dell’interesse generale, riteniamo che una scuola di formazione politica possa essere un valido strumento per contribuire a costruire questo nuovo orizzonte.
Link per le informazioni:https://attac-italia.org/sapere-altro-sapere-oltre-scuola-di-formazione-politica-per-giovani/?__im-xdngsgs8=10566262674120298512
🟪 UNA NUOVA STRATEGIA DI ATTIVISMO
Siamo sicuri che le manifestazioni siano l’unico mezzo per farci sentire?
Chiediamo permessi per uscire a manifestare e ci muoviamo dentro i confini che hanno stabilito gli stessi poteri che andiamo a contestare. Le marce attirano le folle certo, ma per un giorno, e l’attenzione dei media svanisce rapidamente. In ogni caso si focalizza sul caos e sui danni e non sulle motivazioni. Quando facciamo grandi manifestazioni esprimiamo quello che non ci piace e solo raramente offriamo una soluzione.
Leggi l’articolo dompleto di Elisabeth di Luca: https://www.localmarchforgaza.it/una-nuova-strategia-di-attivismo/
🟫 ECOCIDIO, IMPERIALISMO E LIBERAZIONE DELLA PALESTINA
La devastazione di Gaza non è solo genocidio, ma anche ecocidio: la distruzione deliberata di un intero tessuto sociale ed ecologico. Dal suolo avvelenato e dai terreni agricoli decimati al collasso dei sistemi idrici e ai mari soffocati dai rifiuti, l’assalto di Israele rivela come la violenza coloniale sia inseparabile dal danno ambientale. Collegando la lotta palestinese alla lotta globale contro il capitalismo fossile e l’imperialismo, questa analisi sostiene che la giustizia climatica sia impossibile senza la liberazione palestinese.
Leggi l’articolo completo di Hamza Hamouchene: https://www.tni.org/it/article/ecocide-imperialism-and-palestine-liberation
🟦 AVVISI AI NAVIGANTI
10 OTTOBRE MOBILITAZIONE GENERALE: Attraverso la Global Alliance for Palestine, lanciamo una grande mobilitazione globale per il fine settimana dal 9 all’11 ottobre 2026, il cui momento culminante sarà una Giornata Globale d’Azione sabato 10 ottobre. Link all’appello sul nostro sito:https://www.localmarchforgaza.it/10-ottobre-mobilitazione-globale/
FESTIVAL FALASTIN: Dall’8 al 12 ottobre, cinque giorni per incontrarci e raccontare la Palestina attraverso le sue voci, la sua cultura, la sua storia e il suo presente. Incontri, dibattiti, testimonianze, musica, cinema, teatro, libri, dabkeh e cultura palestinese, insieme a tantissimi ospiti e artisti che hanno scelto di esserci. @festival_falastin_ 📍 Città dell’Altra Economia – Mattatoio di Roma, Testaccio
WALK FOR PALESTINE: il 25 ottobre a Forlì si torna a camminare! Iniziativa promossa da Local March for Gaza – Manirosseantirazziste Forlì – UISP Forli- Cesena. Info: https://www.localmarchforgaza.it/walk-for-palestine-camminata-solidale-per-la-palestina-
PARTITO CAPIBARA: movimento che nasce per rompere l’incantesimo dell’inevitabile, che si impegna per trasformare l’attuale modello di società ispirandosi alle idee di Mark Fisher. Vedi programma: https://www.partitocapibara.it/it
🟦 ROTTA CORSARA
Nessun grande azionista ha a cuore gli interessi di noi moltitudine. Non si occupa di cambiamenti climatici se non per business, neanche di povertà se non con un po’ di beneficenza, neppure di migrazioni, se non per assicurarsi la quota di manodopera che gli serve. Però si occupa di guerre, quelle che aumentano i dividendi. E, nel frattempo, aggrava la policrisi e ci spinge verso il baratro.
Dobbiamo fermarli e, per farlo, bisogna inceppare gli ingranaggi, a partire dai nodi strategici della logistica che muovono il commercio e il traffico di armi.
Proprio come ci insegna la parabola di Guizzino di Leo Lionni: tanti piccoli pesci isolati, spaventati dal grande predatore, scoprono di poter unire le forze e nuotare insieme fino a formare un unico, immenso pesce capace di spaventare e scacciare il nemico. Un lucido racconto che esemplifica come l’organizzazione sia l’unica vera arma dei pesci piccoli per sfuggire alla stretta dei pescecani contemporanei.
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Vuoi ascoltare il podcast dell'Abbecedario Etico di Alessandra Maf Filippi? Lo trovi qui: https://www.spreaker.com/podcast/abbecedario-etico--7045949
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