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1|26 Il Far West globale è già qui e noi siamo pronti ad affrontarlo

localmarchforgaza, 8 Gennaio, 20268 Gennaio, 2026

Local March for Gaza – Newsletter n.1 Gennaio 2026

Ben trovati e buon anno nuovo,
inizia un 2026 che promette di essere, purtroppo, ancora un anno di conflitti, ingiustizie e sfide globali. Ma come sempre, siamo qui per fare luce, per camminare insieme e sostenere chi lotta per la dignità e i diritti, senza piegarsi alle narrazioni dominanti.

L’anno si è aperto con il sequestro di Maduro, venduto come arresto, che segna la violazione definitiva di ogni norma del diritto internazionale e il crollo del sistema di regole che abbiamo conosciuto.
È il disvelamento di un nuovo Far West globale, dove domina solo la legge del più forte.

(Per chi volesse approfondire, rimando al mio articolo pubblicato su Striscia Rossa: Da Gaza a Caracas: nel Far West globale muore il diritto internazionale).

🟧Bullismo globale e mondo Post-Orwell
Le minacce di Trump di “prendersi” la Groenlandia, con le buone o con le cattive, confermano il mondo in cui viviamo: un mondo post-Orwell, in cui la forza ha sostituito le regole.
Chi non li conoscesse già, consigliamo la lettura di 1984 e La fattoria degli animali per comprendere quanto le più ardite distopie della finzione letteraria siano state non solo realizzate, ma superate dai fatti.

🟨 Terrore istituzionalizzato
Ne è un esempio il caso dell’arresto di nove palestinesi tra i quali figura l’architetto Mohammad Hannoun, attivi in associazioni di beneficenza a favore della popolazione palestinese, accusati di aver raccolto fondi a scopo terroristico. Le indagini dalla procura di Genova sono state condotte in collaborazione con il governo israeliano che ha fornito la documentazione sulla base della quale sono stati incriminati e arrestati, senza che questa venisse verificata.

Il cosiddetto “caso Hannoun” non rappresenta solo un caso di cronaca, ma segna un punto di rottura preoccupante nella prassi del diritto e nell’indipendenza della magistratura italiana prefigurando anche una preoccupante interferenza nella sovranità del Paese. (Approfondimenti: https://infoalternative.it/temi/palestina/linchiesta-di-genova-unanalisi-critica-sulle-procedure-di-arresto-e-la-deriva-del-diritto/)

Oggi, in acque internazionali, una nave russa è stata abbordata da forze statunitensi in aperta violazione del diritto internazionale del mare. Quando sono gli Stati a infrangere le regole che dovrebbero garantire, il confine tra sicurezza e arbitrio scompare.

Negli Stati Uniti, episodi come quello accaduto il 7 gennaio a Minneapolis, dove un’agente dell’ICE ha sparato a sangue freddo a una donna di 37 anni durante un’operazione federale di controllo dell’immigrazione, in una dinamica ufficialmente giustificata come autodifesa ma smentita dai video e contestata dalle autorità locali, mostrano come la violenza di Stato venga sempre più normalizzata. A Minneapolis, e non solo, regna ormai il terrore fra i cittadini.

🟩 Palestina: il genocidio silenzioso
In Cisgiordania, le aggressioni non sono più opera esclusiva dei coloni, ma direttamente dell’esercito israeliano. Nelle ultime 24 ore hanno colpito l’Università di Birzeit, sfondando cancelli e penetrando nelle aule: studenti e docenti presi di mira con proiettili veri, lacrimogeni e granate assordanti. Sono oltre 40 i feriti, alcuni in gravissime condizioni. Il Ministero dell’Istruzione palestinese ha denunciato la violazione di tutte le norme internazionali e ha invitato le associazioni globali a reagire.

A Gaza, l’IDF continua i bombardamenti come se la tregua non fosse mai esistita. Solo ieri, ad al-Mawasi, una bambina di cinque anni e suo zio sono stati uccisi in una tenda. Dal 10 ottobre 2025, il bilancio delle vittime è salito ad almeno 422 morti.

Anche dentro Israele, la tragedia si estende: a Tarabin, villaggio beduino nel sud, gli arresti di bambini, le punizioni collettive, la distruzione di case e infrastrutture e la violenza della polizia raccontano che la democrazia proclamata è un’illusione. Il progetto E1 a Gerusalemme Est, ora pronto per partire, dividerà la Cisgiordania in due, cancellando di fatto qualsiasi possibilità di uno Stato palestinese contiguo. Come ha detto il ministro Bezalel Smotrich: “Ogni insediamento è un chiodo nella bara della pericolosa idea di Stato palestinese”. E la chiamano “la sola democrazia del Medio Oriente”.

🟦 Ostacoli politici in Italia: il caso Riace
Anche in Italia, la solidarietà internazionale viene ostacolata. Il governo ha respinto il gemellaggio tra Riace e la città di Gaza, motivando il diniego con l’affermazione che “sussistono rilevanti motivi ostativi, connessi al legame esistente tra consigli locali e sindaci di Gaza e l’organizzazione terroristica Hamas, soggetta a sanzioni da parte dell’Unione europea”, e che, di conseguenza, l’accordo “sarebbe suscettibile di arrecare un grave pregiudizio alla politica estera italiana”.

Questa giustificazione esplicita, che associa una città martoriata dalla guerra a un’organizzazione classificata come terrorista da Unione Europea, Stati Uniti e Israele, è stata considerata da molti un pretesto, che sacrifica l’autonomia degli enti locali e la solidarietà umana sull’altare di una politica estera rigidamente allineata a interessi geopolitici esterni, sollevando interrogativi urgenti sulla sovranità reale delle decisioni italiane.

🟪 Convergenze e sinergie per il futuro
Di fronte a un mondo sempre più dominato dalla violenza, dall’arroganza dei potenti e dal crollo delle regole internazionali, la Local March for Gaza sta costruendo alleanze strategiche con progetti indipendenti che condividono l’obiettivo di solidarietà attiva e giustizia globale, non solo per il popolo palestinese, ma per tutti i popoli, contro la deriva dittatoriale e il Far West globale in cui siamo immersi.

Freedom Flotilla Italia: insieme costituiamo forze poderose, con identità forti e autonome, unite nel sostenere iniziative concrete. Primo progetto condiviso: “100 porti e 100 città”, con partenza da Taranto il 1° aprile e un ruolo attivo della Local March for Gaza nel territorio per sensibilizzare comunità e cittadinanza. Noi sosterremo via terra il messaggio della Freedom Flotilla e li aiuteremo a creare connessioni con i territori che abbiamo attraversato, loro porteranno per mare e per terra la nostra petizione.

Peacewalk: La Peacewalk è una pellegrinazione per la pace che attraversa l’Europa lungo il “Jerusalem Way”, partendo da Finisterre il 31 gennaio 2026 e arrivando a Gerusalemme nel giugno 2027, un viaggio di incontri, dialogo e solidarietà tra culture e popoli (peacewalk.info).

La Local March for Gaza intende unirsi a questo cammino principale chiedendo l’inserimento di un tratto dal Nord Italia, in particolare da Venezia verso Trieste, contribuendo a collegare l’Italia alla marcia internazionale per la pace.

Ogni progetto mantiene la propria autonomia e identità, ma insieme amplifichiamo la portata dell’impegno per la pace, l’uguaglianza e la giustizia.

Inoltre, la newsletter della Local March for Gaza si proporrà come megafono della Peacewalk in Italia, seguendo il percorso settimana per settimana, aggiornando i nostri iscritti e il pubblico sulle tappe percorse, sulle città attraversate e sullo stato di avanzamento del cammino, fino al momento in cui intercetteremo i partecipanti in Italia e oltre, accompagnandoli simbolicamente lungo tutto il percorso fino a Gerusalemme, passando per Istanbul, l’Asia Minore, la Siria e la Giordania.

🟥 Chiusura: il compito corsaro
Il nostro ruolo rimane chiaro: azione diretta, supporto concreto, mai spettacolo o protagonismo. Siamo corsari affiatati, consapevoli che il nostro compito è sostenere e rendere visibile la lotta del popolo palestinese, qui e ora. Seguiteci, partecipate, camminiamo insieme lungo questa strada che sfida la violenza, l’indifferenza e l’oblio. Insieme siamo più forti e possiamo fare la differenza.

Buon principio e buon cammino da tutte noi

CONTATTI: adesioni@localmarchforgaza.it

Indicazioni per organizzare una Local March for Gaza : https://www.localmarchforgaza.it/vademecum-per-aderire/

Per caricare una nuova Local March for Gaza sul calendario del sito invia un breve testo descrittivo, il programma con le tappe e un’immagine orizzontale a adesioni@localmarchforgaza.it

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