Le parole che usiamo non sono mai neutre. Definiscono il mondo in cui viviamo, tracciano i confini di ciò che è accettabile e, troppo spesso, servono a mascherare la realtà o disumanizzare l’altro. Il linguaggio è, a tutti gli effetti, un campo di battaglia. Per dare forma a questa consapevolezza siamo felici di annunciarvi la prima puntata del podcast:
🟨 ABBECEDARIO ETICO. Il linguaggio come campo di battaglia
Un progetto che sosteniamo con orgoglio, ideato da M. Alessandra Filippi, storica e ricercatrice indipendente (MAF per gli amici), promosso da Local March for Gaza, e diffuso grazie ai canali di Better Radio Social Broadcast, con cui siamo felici di inaugurare e condividere questa nuova avventura.
La prima puntata è dedicata alla lettera A come Apartheid, con un’analisi del peso di questa parola, della sua storia e di come oggi il sistema di separazione e oppressione si manifesti sotto forme diverse, richiedendo presa di coscienza e impegno collettivo.
Better Radio Social Broadcast è un aggregatore di podcast e web radio animata da una comunità diffusa e indipendente di podcaster e sostenuta da Better Places / Spazio Hydro.
Ogni puntata del podcast si apre e chiude con un estratto della filastrocca “Pinocchio per la scuola pubblica”, scritta dai genitori dei Semi di Serra e letta dall’indimenticabile Paolo Poli. Il pezzo, libero da proprietà per volontà degli autori, cita l’Abbecedario del libro di Carlo Collodi e aggiunge un tocco di leggerezza, con la campanella pronta a svegliarvi…
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👉 Iscriviti al canale per seguire il percorso completo. Nuovi episodi saranno pubblicati con cadenza bisettimanale.
👉 Scopri di più sul blog di Pinocchio per la scuola pubblica
⬛ DIRITTI IN FRANTUMI: LA LEGGE SELETTIVA DELLA MORTE
Mentre riflettiamo sul peso delle parole, il diritto sul terreno viene smantellato in modo sistematico. Dal divieto di accesso ai luoghi sacri come il Santo Sepolcro – e non solo per il cardinale Pizzaballa – fino all’approvazione in Cisgiordania di una legge che introduce una pena di morte obbligatoria per i residenti sotto giurisdizione militare, le politiche del governo Netanyahu trasformano la legge in strumento di discriminazione e arbitrio.
Sul terreno restano macerie giuridiche e umanitarie: diritti negati, equità annullata, giustizia selettiva. Ciò che dovrebbe essere garantito a tutti diventa materia di trattativa e discrezionalità, mentre la normalizzazione della violenza si consolida.
Leggi l’approfondimento su Strisciarossa: Netanyahu annienta il diritto uguale per tutti
🟨 ABBECEDARIO ETICO. Il linguaggio come campo di battaglia
Un progetto di M. Alessandra Filippi per e con Local March for Gaza
Questa settimana la nostra lettera è: E COME ETICA
L’etica non è un insieme astratto di regole. È la bussola morale che guida ogni scelta individuale e collettiva, il filtro attraverso cui valutiamo ciò che è giusto, ingiusto, accettabile o intollerabile. Non è universale, varia tra individui e culture, ma spesso si fonda sulla Regola d’oro: trattare gli altri come vorremmo essere trattati. Coltivare etica significa coltivare umanità, assumersi l’onere e l’onore di riconoscere e opporsi a qualunque forma di ingiustizia, abuso, disumanizzazione.
Prisma Etico:
- Empatia – percepire l’altro, sentire la sofferenza altrui come propria.
- Eguaglianza – garantire pari diritti e opportunità, senza eccezioni.
- Responsabilità – assumersi le conseguenze delle proprie azioni.
- Giustizia – valutare equità, pesare danni e benefici, proteggere i più vulnerabili.
- Esclusione – riconoscere discriminazioni, marginalizzazioni, segregazioni.
- Dilemmi – confrontare situazioni complesse, leggere oltre l’apparenza.
L’etica nel contesto israelo-palestinese:
Le decisioni politiche e militari possono essere giudicate alla luce dell’etica. Embargo, boicottaggi o pressioni internazionali diventano strumenti morali quando mirano a proteggere diritti e vite umane, ma possono essere discutibili se producono sofferenza indiscriminata. L’esclusione sistemica dei palestinesi da terre, risorse e servizi essenziali evidenzia l’assenza di etica nelle politiche di occupazione.
Esempio concreto:
Il 30 ottobre 2026 la Knesset israeliana ha approvato una legge che prevede la pena di morte solo per i palestinesi. Per capire quanto sia straordinariamente grave: non esiste al mondo un luogo dove la pena di morte valga solo per “alcuni”.
La legge, nella versione finale, stabilisce che in Cisgiordania, sotto giurisdizione militare “Un residente che intenzionalmente causa la morte di una persona, e l’atto è classificato come terrorismo, sarà punito con la morte (pena obbligatoria), salvo circostanze eccezionali.”
Mentre in Israele, sotto giurisdizione civile, la legge prevede che “Chi uccide con intento di danneggiare l’esistenza dello Stato di Israele può essere condannato a morte o all’ergastolo.”
La legge parla di “residenti” della Cisgiordania soggetti a tribunali militari per atti classificati come terrorismo. Ma chi è sottoposto a questi tribunali? Solo i palestinesi. I coloni israeliani nello stesso territorio non lo sono.
La categoria reale diventa quindi: palestinesi della Cisgiordania sotto occupazione militare.
Mantra finale:
Applicare il prisma etico significa leggere, valutare, scegliere. Ogni azione, ogni silenzio, ogni decisione può rafforzare l’ingiustizia, difendere la dignità, coltivare etica e dunque umanità.
Letture brevi ma intense:
- Emmanuel Kant – Per la pace perpetua, Feltrinelli
- Hannah Arendt – Alcune questioni di filosofia morale, Einaudi
- Roberta De Monticelli – Umanità violata: La Palestina e l’inferno della ragione, Laterza
🟪 ABBIAMO RIPRESO A CAMMINARE
È servito un intero inverno, ma siamo tornati a muovere i nostri passi. Il cammino, con la sua lentezza e la sua capacità di tessere relazioni umane, diventa oggi uno strumento paradossale per chiedere la fine delle violenze e restare umani. Nelle ultime settimane ci siamo mossi lungo due percorsi fondamentali:
Da Milano a Lecco: una mobilitazione per unire le comunità e sollevare il velo di ipocrisia. Questo cammino è stato possibile grazie alla partecipazione attiva e alla spinta costante di moltissime persone del presidio quotidiano di Milano in Piazza Duomo. Nei video pubblicati negli articoli di Pressenza potete vedere e ascoltare le testimonianze dirette di attivisti come Grazia e Lutz, oltre ai due sindaci di Trezzo e Paderno d’Adda.
- Scopri la storia del presidio quotidiano a Milano
- Leggi il racconto e guarda i video: Passi di pace per Gaza
- Leggi l’approfondimento: Il cammino è un paradosso
A Casapinta (Biella): Un forte momento di unione territoriale per dire no alle economie di guerra e chiedere il rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione. Come ricordato nel testo di Daniela Segato, far muovere i passi della pace non è mai semplice e il linguaggio dominante tende spesso a silenziare il dialogo. Tuttavia, la presenza e il sostegno del Sindaco hanno dimostrato quanto sia fondamentale per le istituzioni locali non reprimere la richiesta di giustizia dei cittadini, aprendo spazi di confronto democratico.
Leggi l’articolo completo sul sito di Local March for Gaza
🟦 ROTTA CORSARA e Auguri di Buona Pasqua
Ci salutiamo per questo appuntamento continuando a seguire la nostra rotta corsara: una navigazione testarda e controcorrente, che rifiuta le rotte sicure del silenzio per esplorare i mari della difesa dei diritti umani.
Nello spirito di questa ricerca ostinata, vogliamo augurare a tutti voi una buona Pasqua attraverso i versi “corsari” di Pier Paolo Pasolini tratti dalla poesia La Domenica uliva (da Poesie a Casarsa):
In friulano:
“’A plûf un fûc scûr tal mè sèn: no l’è sorèli e no l’è lum.
Dis sènze clâr ’a pàssin sèmpri, jo soi di ciâr, ciâr di frutìn.
S’a plûf un fûc scûr tal mè sèn, tu clàmis, Crist, E SÈNZE LUM.”
In italiano:
“Piove un fuoco scuro nel mio petto: non è sole e non è luce.
Giorni senza chiaro passano sempre, io sono di carne, carne di fanciullo.
Se piove un fuoco scuro nel mio petto, tu chiami, Cristo, e senza luce.”
Che questa Pasqua sia un momento di autentica rinascita e consapevolezza.
Buona Pasqua e buon cammino a tutte e a tutti!

