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FERMIAMO LA GUERRA!

localmarchforgaza, 10 Settembre, 202610 Settembre, 2026

CORTEO PER LA PACE, 26 SETTEMBRE ore 14,30 Largo Cusano – Biella

Iniziativa di Biellesi per la Palestina Libera in rete con gruppi e associazioni del territorio

Percorso: Largo Cusano, via Garibaldi, Via “dei Ciliegi”, Via Italia, Por ci del Comune e ritorno

Riscendiamo in piazza con un nuovo corteo che denuncia l’escalation di violenza e atrocità in medio oriente e nel mondo. Un’escalation senza precedenti che vede le Istituzioni nazionali ed europee coinvolte, inerti e complici: dal genocidio a Gaza, all’occupazione violenta della Cisgiordania, alle guerre in Libano e Iran. L’area dell’Asia occidentale è sottoposta a fibrillazioni e il suo instabile equilibrio rischia di infrangersi sotto costanti nuove pressioni. Altri conflitti ormai annosi, dall’Ucraina al Sudan, non trovano soluzioni alternative alla violenza. Nessun continente sembra essere risparmiato. Contro le logiche belliche fondate sul diritto del più forte, in difesa dei diritti umani, della nostra Costituzione, del diritto internazionale e della pace, ci mobilitiamo per esprimere le seguenti posizioni e richieste:

NO ALL’ANNIENTAMENTO DEL POPOLO PALESTINESE E ALL’ESPANSIONE DI ISRAELE.

Condanniamo il genocidio a Gaza che, nonostante sia passato in secondo piano nei media nazionali, continua senza sosta nei confronti di una popolazione stremata e disperata. Ricerche e valutazioni di Commissioni e Organismi internazionali sanciscono ormai quello che prima sembravano posizioni ideologiche di una minoranza di attvisti : le armi continuano a mietere vittime tra la popolazione anche nei campi dove gli sfollati hanno cercato rifugio; bambini, giornalisti, operatori sanitari sono target specifici; donne, uomini e bambini vengono torturati e violentati nelle carceri israeliane; la fame viene usata come arma di guerra, le cure mediche sono negate e inizia anche qui l’occupazione forzata di coloni violenti, appoggiati dall’esercito israeliano. L’obiettivo è che Gaza diventi territorio israeliano. Condanniamo il tentativo del Governo israeliano di annessione della Cisgiordania che in questi ultimi mesi sta vivendo una stagione di estrema violenza da parte di coloni che distruggono proprietà di contadini palestinesi o se ne appropriano, ferendo o uccidendo persone e animali, impuniti. L’obiettivo è che la Cisgiordania, chiamata Giudea e Samaria dal Governo israeliano e dai suoi apparati, evocando in tal modo un diritto di possesso in base alla legge biblica, diventi territorio israeliano.

Condanniamo l’espansione senza limiti dello Stato di Israele il cui Governo, in nome di una presunta sicurezza e in violazione di tutte le norme sancite dal diritto internazionale, oltre a tentare di appropriarsi di Gaza e Cisgiordania, estende i propri confini nel sud del Libano e al confine con la Siria, ai danni ancora una volta della popolazione civile. Condanniamo l’aggressione “preventiva” all’IRAN trasformatasi in una guerra che miete vittime civili e che mette in fibrillazione tutta la regione e l’intera Europa. Ricordiamo che la guerra in corso è stata principalmente provocata, in violazione assoluta del diritto internazionale che proibisce l’aggressione ad un paese sovrano (Carta Nazioni Unite e Risoluzioni ONU), da Netanyahu (su cui pende un mandato di arresto internazionale per crimini umanitari e di guerra) e Trump (che nei primi due anni di mandato, senza autorizzazioni del congresso, ha lanciato attacchi militari contro almeno 7 Nazioni diverse: Somalia, Iraq, Yemen, Iran, Siria, Nigeria, Venezuela e, nuovamente, Iran).

NO ALLA GUERRA!

La guerra è entrata a far parte del dibattito pubblico e sembra diventare un’opzione possibile nell’immaginario collettivo. Nelle scuole, secondo i dati di monitoraggio dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, emerge una progressiva contaminazione tra didattica e logiche belliche, orientamento che sembra rafforzarsi con l’enfasi identitaria, nazionalistica ed eurocentrica posta dalle indicazioni nazionali sui nuovi programmi scolastici inerenti lo studio della Storia. Condanniamo la risoluzione dei conflitti attraverso la guerra che viene pensata e decisa da chi la guerra materialmente non combatte, da chi nutre interessi economici o geopolitici su altri territori e detiene il potere necessario per offendere. Muoiono i soldati, funzionali allo scopo e a volte manipolati da una propaganda confezionata ad hoc e, sempre e comunque, muore la popolazione civile, a maggior ragione con il crescente impiego delle tecnologie militari. Le guerre e i conflitti creano inoltre contraccolpi economici su scala mondiale. Le politiche di riarmo, che la cultura bellica impone, sottraggono risorse a quei settori che concorrono al benessere delle persone, come la sanità, il welfare e l’ambiente, e consentono enormi profitti ai mercanti di armi. Le guerre contribuiscono, infine, in modo massiccio a distruggere e inquinare il nostro ambiente di vita attraverso emissioni di gas serra, contaminazione di suolo e acque, danni a fauna, flora ed ecosistemi.

NO ALLA COMPLICITA’ DELL’ITALIA E DELL’EUROPA NELLA VIOLENZA

Chiediamo che il Governo italiano rispetti l’articolo 11 della nostra Costituzione “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”; che rispetti le pronunce del diritto internazionale, senza ambiguità ed eccezioni; che si adoperi, anche in sede europea e internazionale, a favore della pace tra i popoli ed esca da una posizione di evidente asservimento nei confronti delle azioni illegali di Israele e USA. Chiediamo che il Governo italiano sospenda ogni accordo di collaborazione militare, logistica e commerciale con il Governo israeliano e che si adoperi in tal senso anche in sede europea richiedendo l’applicazione di sanzioni nei confronti del Governo Israeliano esattamente come fa o nei confronti di quello russo per l’aggressione all’Ucraina. Chiediamo che l’Italia non conceda l’utilizzo delle basi militari NATO e USA nel proprio territorio per attività di supporto logistico, rifornimento o attacco contro l’Iran e altri paesi aggrediti. Chiediamo il pieno rispetto della Legge 185/1990 “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”, che, tra l’altro, vieta la vendita di armi verso Paesi che agiscono in contrasto alle disposizioni del diritto internazionale, ai principi fissati dall’art.11 della Costituzione o che sono responsabili di violazioni di diritti umani accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, della UE o del Consiglio d’Europa. Chiediamo che l’Italia si faccia parte attiva per ripristinare e valorizzare l’autorevolezza degli Organismi di diritto internazionale faticosamente costruiti nel corso del secolo scorso per limitare il ricorso alla guerra e l’azione dei sovranismi nazionali; che si impegni per la promozione di una cultura di pace a partire dalla scuola; che si impegni per la costituzione di una struttura nazionale per la difesa civile, non armata e non violenta; che si impegni per mettere a regime i Corpi civili di Pace e altre sperimentazioni europee nel campo della difesa non violenta; che si impegni fortemente, infine, per una de-escalation e per promuovere le vie diplomtiche volte a facilitare il dialogo e dirimere le controversie internazionali. Chiediamo che l’Italia si faccia parte attiva in sede europea e internazionale per arrestare la corsa agli armamenti pericolosamente ripresa in questi ultimi anni.

SOLIDARIETÀ A TUTTI I POPOLI VITTIME DI GENOCIDI E DI GUERRE

Esprimiamo vicinanza e solidarietà al popolo palestinese, libanese, iraniano, ucraino, sudanese e a tutti popoli del mondo vittime di guerre neo coloniali o imperialiste, di repressioni, di genocidi e di ecocidi. La spirale di violenza è evitabile e l’umanità può ancora lasciarsi alle spalle l’orrore della guerra!

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