16|26 Le minoranze possono farci uscire dal secolo dell’orrore
localmarchforgaza,
Newsletter delle Local March for Gaza
«Chi ha compagni non morirà»
È uno dei versi dell’Internazionale di Franco Fortini.
Ci sono tornati alla mente in questi giorni, leggendo il ricordo commosso degli amici di Chimi (Andrea), un ragazzo travolto dai provvedimenti restrittivi per il suo attivismo a fianco del popolo palestinese.
Chimi e F. hanno deciso di togliersi la vita. A raccontare le loro storie, senza retorica ma con la precisione di chi sta sul campo, è l’avvocato torinese Claudio Novaro, da anni impegnato nei processi legati alle lotte sociali. Novaro descrive un meccanismo preciso: un sistema che punisce per aver disobbedito a regole formali. È la progressiva torsione del diritto verso quelle che vengono chiamate “misure di prevenzione”. Strumenti che permettono a giudici e forze dell’ordine di agire d’anticipo, con tempi rapidi e norme sfumate, aggirando le garanzie della difesa e colpendo il dissenso prima ancora che si esprima.
È esattamente quella “tecnologia del potere” di cui parla M. Alessandra Filippi nella voce F come Fascismo del podcast Abbecedario etico, che continuiamo a promuovere passo dopo passo.
E la memoria, per chi ha qualche chilometro in più sulle spalle, non può non tornare ai giorni di luglio del 2001, a Genova, quando manifestammo contro i grandi della Terra. Conosciamo bene quei metodi; gli apparati polizieschi li sperimentarono lì, e quella gestione dell’ordine pubblico ha fatto scuola, diventando il modello per l’oggi.
Ma rispetto ad allora, c’è qualcosa che abbiamo imparato lungo la strada: abbiamo imparato a curare di più chi cammina al nostro fianco. La parola compagno viene da lì, dal latino cum panis: colui con cui si divide il pane. Non abbiamo bisogno di gesti eclatanti o di avanguardie isolate. Ci servono momenti di condivisione reale, la fatica quotidiana di decolonizzare il nostro pensiero dai modelli dominanti, la cura della terra, l’attenzione al mare e all’importanza delle relazioni. Per questo continuiamo a camminare e a tenere nello zaino la Guida pratica per passare dalla paura all’azione di Morgan.
«Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai», hanno scritto gli amici di Chimi. Una frase che risuona quasi identica al verso di Fortini che abbiamo usato come incipit.
I giovani nell’Italia di oggi si trovano purtroppo a essere una minoranza, circondata e schiacciata da un mondo di vecchi che si disinteressa strutturalmente di loro, del loro futuro e delle loro ferite. Di fronte a questo isolamento e alla violenza dei dispositivi di controllo, vi proponiamo un passaggio dello stesso autore, pubblicato il 28 ottobre 1986 sulle pagine del Manifesto, in un articolo intitolato “Le minoranze possono farci uscire dal secolo dell’orrore”:
“Non sarà possibile mutare il presente senza minoranze che sviluppino e pratichino terapie e autoterapie mirate direttamente alla fuoriuscita dal secolo di orrori e stupidità cui siamo avvezzi“
Fortini lo scrisse per lo Speciale salute sulla chiusura degli ospedali psichiatrici realizzata in Italia a partire dalle esperienze di Gorizia e Trieste. Una storia da ripercorrere se nel nostro cammino di liberazione vogliamo prenderci cura di noi.
Alzando lo sguardo oltre i nostri confini, arrivano segnali che ci dicono che questa fatica non è solitaria. In Albania, la rabbia sociale sta esplodendo contro l’abuso dei ricchi e un modello di sviluppo basato sulla speculazione edilizia e sui resort di lusso che espropriano le comunità locali delle loro spiagge e delle loro terre. Chi vive del proprio lavoro si sta rivoltando contro l’oligarchia finanziaria: è la dimostrazione che l’ingiustizia, prima o poi, trova un argine nella dignità popolare.
E poi c’è il Libano, che continua a subire una drammatica “gazificazione”, stretto nella morsa di attacchi continui. Proprio in queste ore, l’annuncio dell’accordo di pace tra Iran e Stati Uniti – che dovrebbe essere firmato formalmente a Ginevra questo venerdì, con la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz – apre uno scenario di parziale decompressione.
Buon cammino a tuttə e prendetevi cura di noi.
🟫 La “Rivoluzione dei Fenicotteri” in Albania
In Albania la rabbia sociale sta esplodendo contro l’oligarchia finanziaria e un modello di sviluppo predatore.
La scintilla che ha innescato le proteste è stata l’approvazione di progetti di sviluppo turistico di lusso sull’isola di Sazan, appartenente al Parco Nazionale Marino di Karaburun-Sazan, e nella laguna di Narta, compresa la spiaggia di Pishë-Poro a Zvërnec, che fa parte del Paesaggio Protetto di Vjosa-Narta. L’area costituisce un ecosistema critico nel Mediterraneo, fungendo da tappa fondamentale per gli uccelli migratori che si spostano tra l’Europa e l’Africa. Ospita inoltre una straordinaria biodiversità, fornendo habitat a oltre 200 specie, tra cui animali emblematici come la tartaruga caretta, la foca monaca del Mediterraneo e la rana acquatica albanese, oltre a pellicani e fenicotteri, diventati il simbolo del movimento.
La resistenza albanese unisce la difesa dell’ambiente alla giustizia sociale.
🟩 Venerdì 19 giugno: oltre 170 presidi in collegamento con Francesca Albanese
Il presidio di Cagliari e quello di Milano
Il 19 giugno sera sarà una giornata importante per l’appoggio dall’Italia alla resistenza palestinese. Da quel 19 giugno, in cui Francesca Albanese presenterà anche il suo ultimo libro “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero” sta nascendo una straordinaria rete di realtà che, il più delle volte fin dal 7 ottobre, manifestano nelle piazze italiane contro il genocidio. Nulla di alternativo alla Flotilla di terra, ma un modo in più per darsi forza, tra cittadini e cittadine che martellano come picchi ogni settimana, con i loro cartelli, a volte in silenzio, a volte no, portando in piazza la rabbia, la sofferenza, il dolore contro un genocidio che non si è mai fermato, per la liberazione del popolo palestinese oppresso da 80 anni.
🟥 Le minoranze possono farci uscire dal secolo dell’orrore
Il ricordo e il dolore della comunità dei pari per la perdita di Chimi.
“Questo è un mondo che non lascia spazio all’autenticità, ai cuori che battono forte, che ti rende ostile se dalla vita pretendi qualcosa in più delle briciole. È questo il mondo che ce l’ha portato via. È questo il mondo che vogliamo distruggere anche per onorare Andrea e la sua vita. I valori di libertà, di giustizia, di gioia collettiva che hanno caratterizzato la vita di Andrea sono i nostri, sono la forza con cui andremo avanti incidendo nella nostra memoria e nella nostra pratica di vita il ricordo di un ragazzo che con noi ha contribuito a piantare i semi del futuro. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.”
Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.
🟨 Abbecedario Etico: E come Etica, F come Fascismo
È uscito la scorsa settimana la puntata del podcast E come Etica e, in contemporanea con questa newsletter, esce F come Fascismo del progetto di M. Alessandra Filippi promosso da Local March for Gaza.
L’etica funziona un po’ come una bussola, guida ogni scelta individuale e collettiva; è il filtro attraverso cui valutiamo ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è buono da ciò che è intollerabile. Non è universale, varia tra individui e culture, tuttavia si fonda sulla Regola d’oro: trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi.
F come Fascismo: Ci hanno insegnato che il fascismo è finito. Che appartiene al passato. Che è morto a Piazzale Loreto. Ma nessun ismo muore davvero finché esistono gambe sulle quali può continuare a camminare. In questa puntata proviamo a distinguere tra il fascismo storico e il fascismo come metodo, una tecnologia del potere capace di mutare linguaggio, simboli e forme per continuare a sopravvivere ben oltre la sua epoca. Il fascismo non arriva sempre marciando, a volte arriva parlando il linguaggio della paura. Talvolta si presenta in giacca e cravatta chiedendo obbedienza. Oppure convincendoci che alcuni esseri umani valgano meno di altri.
⬛ Dispositivi di controllo e vite sospese
Dalle radici storiche della gestione dell’ordine pubblico alle “udienze fantasma” oltre i nostri confini, dove lo Stato di diritto si dissolve nella repressione pura.
“Non è la prima volta che questi droni sorvolano la nostra zona e diffondono vari suoni“, ha detto Hashem. “Ieri era il suono di bambini che urlavano e imploravano aiuto. Prima ancora avevano trasmesso il suono di un’ambulanza. Un’altra volta era il Corano. Un’altra volta ancora era la voce di una donna che chiedeva aiuto. Viviamo questa situazione quasi ogni giorno.” Per le persone che hanno deciso di rimanere nelle proprie case nel sud del Libano nonostante l’occupazione israeliana e i bombardamenti quotidiani, i droni israeliani sono diventati una presenza costante nel cielo
Leggi l’articolo completo di Middle East Eye tradotto da Luciana Galliano:
Il senso, a 25 anni di distanza, di quel movimento è l’importanza della difesa di uno spazio pubblico che deve essere inscindibilmente legato al protagonismo delle persone. Genova era inserita dentro un movimento più ampio: una delle tappe del percorso altermondialista iniziato con le contestazioni di Seattle nel 1999 e proseguito con il primo Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre.
La solidarietà e l’impegno delle Local March for Gaza non si fermano sulla carta o voci che si perdono nell’etere. Ci saremo anche noi venerdì 19 giugno in collegamento con Francesca Albanese per unire le forze, connettere i percorsi e trasformare la memoria collettiva in azione.
Domenica 21 giugno: Incontro con il Cammino 44 a Camaiore
Ci troviamo alle ore 21.00 presso l’Ostello del Pellegrino di Camaiore per accogliere e incontrare i viandanti del Cammino 44. La serata ospiterà la proiezione del documentario «Local March for Gaza» seguita da un dibattito con i rappresentanti del cammino e della Freedom Flotilla Italia / 100 porti – 100 città. Un’occasione preziosa per fare un pezzo di strada insieme.
Quasi un anno fa abbiamo conosciuto Piera, una donna che, pur con difficoltà nel camminare, ha voluto partecipare con determinazione alla prima Local March for Gaza. Intervistata da Alberto nel nostro video, Piera scelse di citare Gaber per ricordarci che “Libertà è partecipazione”. Piera ci ha lasciato ormai sei mesi…
di Giuseppe Paschetto, 14/10/2025 La Local March for Gaza organizzata dall’Istituto Comprensivo di Valdilana e Pettinengo con il Comune di Valdilana e il CAI di Trivero ha avuto come principale obiettivo la partecipazione di bambini e bambine delle primarie e delle scuole d’infanzia e dei ragazzi e ragazze delle scuole…
Fin dalla prima Local March sul Cammino di Oropa, la nostra comunicazione si è caratterizzata per una scelta di fondo: un’apertura radicale alla relazione con i contesti difficili, con quei margini geografici e sociali a cui la politica istituzionale e i media tradizionali non si rivolgono mai. Ma come si…