… ed è una cosa normale, per chiunque abbia un minimo di sensibilità e coraggio per non chiudere gli occhi di fronte all’orrore che divora le persone, le cose, la bellezza, il futuro. Ed è proprio per questo che quando abbiamo visto il manuale “Sono terrorizzat@ dallo stato del mondo. E ora cosa posso fare??” creato da @morgan.noam, psicologo attivista transessuale afrofrancese, ce ne siamo innamorate e abbiamo deciso di tradurlo e condividerlo. Perché ci siamo riconosciute e abbiamo riconosciuto i nostri amici e compagni, ma anche tutti gli altri. Si tratta di una vera e propria guida pratica per passare dalla paura all’azione, scoprendo il proprio “profilo” e, attraverso 5 tappe, iniziare a cambiare il mondo che ci circonda.
Morgan ha invitato tutti a divulgarlo, a farlo diventare fanzine, ad appenderlo ovunque e condividerlo nei propri canali. Ve lo consegniamo in tutti i formati che ci sono venuti in mente perché possa raggiungere il maggior numero di persone possibile!
Trovate tutto qui: https://www.localmarchforgaza.it/sono-terrorizzato-a-per-lo-stato-del-mondo/
Anche per questo quando ci chiedono se con la nostra newsletter facciamo informazione, preferiamo rispondere che facciamo mediattivismo. Fare mediattivismo non significa limitarsi a riportare i fatti (per quello esistono — o dovrebbero esistere — le agenzie) ma fornire strumenti e racconti che servano a capire e, soprattutto, a non sentirsi soli in un mondo che sembra aver perso la bussola.
In questi tempi così difficili ogni atto di resistenza diventa un vero e proprio faro da seguire.
È un atto di resistenza che risponde perfettamente al proverbio arabo delle tre porte a cui fa riferimento il narratore in cammino Muin Masri. Secondo questo proverbio, ogni parola, prima di essere pronunciata, deve passare per tre soglie:
- È vera?
- È necessaria?
- È gentile?
Il mediattivismo delle Local March for Gaza vuole essere questo: una parola che cerca la profondità e la condivisione.
Una parola che, come quella di Muin, racconta la Palestina come un bambino racconta sua madre, con fierezza e umiltà.
E che, come i passi nel cammino, rallenta il ritmo e rende possibile sentire il mondo con tutti i sensi.
🟩 Era mia madre
Tutti raccontano la Palestina, ma noi viviamo ogni suo sospiro, ogni sua lamentela, ogni suo dolore.
Tutti la confondono con la Terra Santa, ma per noi è sempre stata una madre: ha fatto di tutto per farci nascere, crescere, resistere, mangiare, giocare, amare e nascondere quando arriva il buio che ha la voce dei passi pesanti dei soldati.
Tutti amano la Palestina ma noi non siamo mai stati gelosi. Nostra madre ci ha insegnato ad essere fieri, orgogliosi, umili e amare la vita da morire.
Tutti piangono la Palestina ma é la terra madre a piangere i suoi figli. Ora è arrivato il buio più cupo e i soldati lucidano i loro stivali dal sangue prima di andare al muro del pianto a pregare il perdono al Creato per aver compiuto il proprio dovere.
Amici, preparate i popcorn, vi racconto la Palestina come un bambino fiero racconta sua madre
Il cantastorie Muin Masri ci racconta in un’intervista su Liberi oltre le illusioni della sua terra madre. Lo fa con delicatezza e lasciandoci lo spazio per ragionare, lo fa citando un proverbio arabo secondo cui ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte. Qui il video con l’intervista
🟧 🟨 Pornografia della menzogna
La macchina mediatica italiana ha immediatamente trasformato:
“non abbiamo formulato l’imputazione di genocidio” in “non esistono prove di genocidio.”
È un salto logico enorme. Ma soprattutto è un salto politico. Perché mentre i tribunali discutono sulla qualificazione giuridica, Gaza continua a esistere nella concretezza delle fosse comuni, delle città rase al suolo, degli ospedali distrutti, delle Università cancellate, degli oltre 30mila bambini assassinati, delle migliaia di bambini amputati senza anestesia, della fame usata come strumento sistematico di pressione militare. E degli oltre 73.000 palestinesi uccisi dall’esercito israeliano, numero nel quale non sono compresi le svariate migliaia rimaste sotto le macerie e considerati dispersi.
La cognitaria ribelle M. Alessandra Filippi analizza il caso della distorsione delle parole del procuratore della Corte Penale Internazionale Karim Khan. Una manipolazione che trasforma le prudenza giuridica in assoluzione politica.
https://alessandramaffilippi.substack.com/p/non-ci-sono-prove
⬛ Saif e Thiago tornano a casa, ma l’oppressione resta
Il loro rilascio dimostra che una pressione internazionale e politica costante funziona. In questo senso, lo celebriamo. Ma diciamo chiaramente ciò che non cambia.
Saif e Thiago tornano a casa mentre 9.500 uomini, donne e bambini palestinesi restano detenuti illegalmente nelle carceri del regime israeliano, sottoposti allo stesso sistema di detenzione illegale, tortura e impunità che i nostri compagni hanno sperimentato per dieci giorni e che i palestinesi subiscono da decenni.
Leggi il comunicato completo della Global Sumud Flottila: https://www.pressenza.com/it/2026/05/saif-abukeshek-e-thiago-avila-rilasciati-una-vittoria-della-soliderieta-internazionale/
🟧 Gli spari sopra sono per noi
Una motovedetta libica ha aperto il fuoco con una raffica di colpi contro la nave Sea-Watch 5 che aveva appena soccorso 90 persone in acque internazionali. I miliziani libici hanno minacciato l’abbordaggio se la Sea-Watch 5 non si fosse diretta verso Tripoli, contro le direttive delle autorità tedesche – stato di bandiera della nave – che hanno invece indicato alla nave di fare rotta nord a tutta velocità per mettersi in sicurezza. Le autorità italiane, interpellate da Sea-Watch, se ne sono lavate le mani, affermando che la situazione non è di loro competenza.
Pezzo tratto dal comunicato stampa della Sea-Watch dell’11 maggio 2026, dopo essere stata attaccata dalla motovedetta libica che operava insieme a un’imbarcazione donata dal governo italiano alla Libia per le operazioni di cattura e respingimento nel Mediterraneo, come da intesa siglata tra i due Paesi. Lo puoi leggere per intero qui: https://www.pressenza.com/it/2026/05/spari-sulla-sea-watch-5/
Quello che stiamo difendendo è uno stile vita, il “nostro”… american way of life.
🟪 Aggiornamenti per chi è in marcia
Global Movement to Gaza : a breve 54 barche della Global Sumud Flotilla e 5 barche della Freedom Flotilla Coalition salperanno da Marmaris. Chi è a bordo rischia un’intercettazione violenta e illegale. I motivi per cui siamo scesi in piazza l’anno scorso sono gli stessi oggi, immutati, a Gaza non è cambiato nulla. Siamo ancora l’equipaggio di terra, il 16 Maggio a Roma e Milano per la commemorazione della Nakba e il 18 Maggio a Roma, per lo sciopero generale. Siamo noi l’unica vera protezione per chi è a bordo.
100 Porti 100 Città: la campagna, promossa dalla Freedom Flotilla Coalition, è stata inviata questa proposta a ogni realtà che si sta occupando di liberazione collettiva. La trovate qui in diverse lingue: https://freedomflotilla.info/1000-ports-1000-cities/
Convoglio di Terra / Land Convoy: è entrato in Egitto! 400 partecipanti dall’Europa e dal mondo, oltre 1000 partecipanti dai paesi del Nord Africa, oltre 100 mezzi tra cui 50 camion di aiuti umanitari, case mobili ed ambulanze si stanno dirigendo a Gaza via terra con aiuti umanitari, medici, infermieri, ingegneri, costruttori, insegnanti e altri volontari. Leggi il comunicato.
Peacewalk: il tratto italiano della Peacewalk prende forma! In questi giorni, un gruppo eterogeneo di pacifisti, sognatori e camminatori esperti sta calpestando argini e testando correnti per tracciare l’allaccio italiano alla Peace Walk 2026. Non è solo una questione di mappare sentieri; è un atto di ascolto del territorio. L’appuntamento è fissato: dal 24 al 30 agosto 2026, il tratto da Venezia a Trieste diventerà un laboratorio di pace in movimento. Leggi l’articolo completo: https://www.localmarchforgaza.it/peacewalk-to-jerusalem-ramo-italiano/ … e iscriviti qui!
🟦 ROTTA CORSARA
Le cose da fare non mancano, possiamo essere il nostro cammino insieme alle persone che abbiamo intorno. Non perdiamoci d’animo, tiriamoci su le maniche e i calzini e iniziamo a costruire il nostro mondo migliore! E ricordiamoci, l’unione fa la forza. Noi siamo moltitudine, 99.9.

