Skip to content
LOCAL MARCH FOR GAZA LOCAL MARCH FOR GAZA
  • Il Kit per la vostra Local March
  • Calendario Local March for Gaza in Italia
    • Cammino di Oropa Biella
    • Sentiero Liguria
    • Cammino dei Briganti Abruzzo
    • Cammino di pace per Gaza Modena
    • Val Maira per Gaza
    • Passi oltre il silenzio – Area Metropolitana di Torino
    • Per Gaza da Massarosa (Lucca)
    • Local March for Gaza sul Sentiero degli Alpini – Emilia Romagna
    • Il Cammino della pace per Gaza – Guardiagrele (Abruzzo, Molise, Puglia)
    • La via Francisca per Gaza e per la pace – Varese
    • Cammino di Pace “Via del Reno” Monte Sole-Bologna
    • “La Scelta di Antigone. Pace e giustizia. Contro tutte le stragi e per il diritto dei popoli alla pace” – Lucca
    • Local School March for Gaza – Valdilana (Biella)
    • Local March for Gaza Agosta – Subiaco (Città Metropolitana di Roma)
    • Local School March for Gaza _ Istituto Comprensivo Bossolasco Murazzano (CN)
    • INSIEME PER LA PALESTINA Local March for Gaza Racconigi – Carmagnola (Piemonte)
    • Local School March for Gaza IC Cavaglià
    • Bike for Gaza Biella – Roma
    • Marcia Locale per Gaza a Gagliano Aterno (AQ)
    • Local March for Gaza Casalecchio di Reno (Bologna – Emilia Romagna)
    • Local March for Gaza Moncalieri – Cambiano
    • Via di Francesco: la Local March for Gaza arriva a Roma
    • Cammino di pace per Gaza Colline del Boca (Novara)
    • Il Cammino di Sant’Augusta da Belluno a Vittorio Veneto
    • Local March for Gaza Graglia – Occhieppo
  • Appello
  • Il video della Local march for Gaza sul Cammino di Oropa
  • News
  • PETIZIONE – MARCIA LOCALE PER GAZA: L’ITALIA SCELGA LA PACE
LOCAL MARCH FOR GAZA
LOCAL MARCH FOR GAZA
  • Mastodon
  • Instagram
  • Facebook
Iscrizione alla Newsletter

2|26 Il tavolo è truccato. E il mondo è invitato a giocare

localmarchforgaza, 24 Gennaio, 202625 Gennaio, 2026

Local March for Gaza – Newsletter n.2 Gennaio 2026

Ben trovati,

Mentre Gaza continua a essere devastata sotto gli occhi del mondo come se nulla fosse, il 2026 si apre con una verità sempre più difficile da nascondere: la politica internazionale non è più neppure ipocrisia diplomatica, ma una gestione apertamente predatoria del pianeta.

Dalla Palestina all’Iran, dalla Groenlandia a Davos, il messaggio è lo stesso: i popoli subiscono, i potenti decidono, il diritto internazionale non viene quasi nemmeno più evocato, fatto salvo quando conviene. E a ben guardare, sembra stiano lavorando per crearne uno ‘privato’ à la carte.

Palestina – Gaza come casinò globale: il “Board of Peace”

Il cosiddetto Board of Peace for Gaza lanciato da Donald Trump è forse l’immagine più onesta — proprio perché involontaria — del mondo in cui viviamo: un tavolo da gioco attorno al quale il presidente-crupier ha invitato magnati dell’immobiliare, fondi sovrani e grandi investitori globali. Quota d’ingresso: un miliardo di dollari. Premio finale: la gestione del futuro di Gaza (e del mondo).

I palestinesi non siedono a quel tavolo: sono l’oggetto della partita. La “ricostruzione” viene sganciata da qualsiasi discorso su autodeterminazione, giustizia o responsabilità per i crimini commessi. Gaza, che per altro non è nemmeno nominata, non è intesa come un territorio da liberare, ma come un asset da valorizzare. La pace non come diritto, ma come prodotto finanziario.

Iran – Rivolta senza voce, repressione senza testimoni

Mentre l’attenzione mediatica occidentale è altrove, l’Iran è attraversato da una delle più vaste ondate di protesta degli ultimi anni che mai in tutta la storia di questa millenaria civiltà sono state represse con tanta ferocia e violenza.

Come raccontato da una delle voci più autorevoli della diaspora iraniana in Italia, Reza Rashidi, in un’intervista che trovate qui (https://www.strisciarossa.it/reza-rashidy-liran-e-a-un-drammatico-bivio-tra-implosione-e-transizione/), non si tratta di un singolo evento ma di una sommatoria di fratture: crisi economica, repressione politica, isolamento internazionale, stanchezza generazionale.

La risposta del regime è stata brutale: massacri, arresti di massa, blackout informativi, violenza sistematica. E ancora una volta, la comunità internazionale osserva, prende nota, archivia. Quando la rivolta non serve a un’agenda geopolitica, diventa rumore di fondo.

Il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha programmato per venerdì una sessione speciale di emergenza per discutere la situazione in Iran, alla luce delle “violenze allarmanti” esercitate contro i manifestanti e della repressione crescente da parte del regime. Un’iniziativa sostenuta da diversi Paesi europei che segna un cambio di passo diplomatico, ma che solleva anche interrogativi profondi sui criteri selettivi con cui la comunità internazionale decide quando indignarsi e quando tacere. E che inevitabilmente, chiama in causa anche altri scenari – da Gaza al diritto internazionale – mettendo a nudo i doppi standard dell’Occidente.

Groenlandia – Con le buone o con le cattive

Trump lo ha detto senza ambiguità: la Groenlandia serve agli Stati Uniti.
Se si può comprare, bene. Altrimenti si “negozierà”. È il ritorno esplicito del linguaggio coloniale, rivestito di sicurezza strategica e competizione globale. La reazione danese e groenlandese è stata netta: non siamo in vendita. Ma il punto è un altro: nel nuovo Far West globale, anche i confini tornano negoziabili, e i popoli diventano variabili secondarie in una partita tra imperi.

Regno Unito: i prigionieri di Palestine Action interrompono lo sciopero della fame

Dopo 73 giorni di sciopero della fame Kamran Ahmed, Heba Muraisi e Lewie Chiaramello hanno annunciato la fine del loro sciopero della fame. La notizia arriva dopo il raggiungimento di un obiettivo politico: alla Elbit Systems UK è stato negato un contratto governativo cruciale da 2 miliardi di sterline. La Elbit Systems UK è un’azienda israeliana “coinvolta in una vasta gamma di programmi di difesa, sicurezza nazionale e commerciali”.

L’aver bloccato questo contratto del governo inglese con una azienda israeliana che produce armi è una grande vittoria, ma la repressione è sproporzionata. Palestine Action viene trattata alla stregua di una cellula terroristica, mentre le loro azioni non sono altro che dimostrative. Prima di interrompere la protesta, gli attivisti avevano raggiunto il limite estremo delle loro funzioni vitali, una condizione che lascia conseguenze permanenti sulla salute.

Potete trovare il loro comunicato stampa tradotto in italiano su Pressenza (https://www.pressenza.com/it/2026/01/gran-bretagna-attivisti-e-di-palestine-action-interrompono-lo-sciopero-della-fame/) e, precedente alla notizia dell’interruzione dello sciopero, l’intervista allo storico brittanico John Foot sul podcast Il Mondo di Internazionale (https://www.internazionale.it/podcast/ilmondo/la-linea-dura-del-regno-unito-contro-gli-attivisti-di-palestine-action-come-sta-davvero-l-economia-italiana).

Messaggio da Kobane: Quaedisti e turchi aggrediscono il Rojava 

Condividiamo l’appello delle Università del Rojava. La situazione a Kobanê è particolarmente grave. La città è attualmente sotto assedio, circondata dalle forze dell’esercito siriano da un lato e dall’esercito turco dall’altro. Da sette giorni non c’è elettricità, acqua e nessun accesso affidabile ai beni di prima necessità. 

Noi, docenti, studenti e personale delle Università del Rojava/Siria settentrionale e orientale, vi inviamo questo messaggio mentre usciamo dalle nostre aule per contribuire a difendere le nostre università, le nostre città e la nostra rivoluzione insieme alle forze di autodifesa. Prima dell’amministrazione autonoma, Raqqa (Sharq) e Kobanê non avevano università. I ​​nostri campus, costruiti nel mezzo della guerra, hanno rivendicato l’istruzione a lungo negata ai giovani, fondando l’apprendimento sulla liberazione delle donne, sull’ecologia e su una vita democratica e comunitaria per il popolo.

Leggi tutta la lettera al link: https://www.localmarchforgaza.it/messaggio-da-kobane-qaedisti-e-turchi-aggrediscono-rojava/

Davos: tutti i potenti della terra (ma c’è chi ha disertato)

A Davos, come ogni anno, si sono riuniti i decisori del mondo. Ma questa volta l’assenza ha parlato quanto le presenze: come quella della Danimarca che ha disertato il Forum, segnando una frattura politica evidente legata proprio allo scontro sulla Groenlandia. Davos 2026 non è un laboratorio di soluzioni (e forse non lo è mai stato), ma uno specchio fedele del presente: élite economiche che discutono di stabilità mentre alimentano instabilità, che parlano di pace mentre normalizzano la guerra come strumento di governo.

L’importanza di ricordare: Il giorno della Memoria (27 gennaio)

Ricordiamo il Giorno della Memoria con un estratto del testo scritto per la puntata “Mai Più per Nessun3” del Podcast di Parole Fucsia.

Tutti i morti devono essere ricordati.
I morti uccisi però, soprattutto quando fanno parte di un piano deliberato e quando la loro colpa è quella di “esistere”, pesano sull’umanità intera. Per questo abbiamo il bisogno e il dovere di ricordarli, di ricostruire le loro storie, di erigere monumenti e fissare ricorrenze nel tentativo di riportarli tra noi, a compensazione delle loro vite rubate, a monito delle generazioni future. 
Il trauma dell’olocausto è passato di generazione in generazione non solo tra le vittime – ebrei, rom e sinti, disabili, omosessuali, oppositori politici – ma anche tra i discendenti dei carnefici – nazisti, fascisti, collaborazionisti.
Ma nonostante l’impegno della memoria, di quel “mai più” ripetuto infinite volte che pesa come un macigno perché significa che “è successo, ne siamo stati capaci”, l’annientamento feroce di un popolo si ripete. 

Il testo completo qui: https://www.localmarchforgaza.it/scritto-per-il-giorno-della-memoria/

Il “compito corsaro” delle Local March for Gaza

Gaza, Teheran, Nuuk, Londra, Davos: non sono storie separate.
Sono capitoli dello stesso racconto: un ordine mondiale in cui la forza ha sostituito le regole, e il linguaggio della pace viene usato per mascherare nuove forme di dominio.

Ed è esattamente qui che si colloca il senso delle Local March for Gaza.

Come corsari, non abbiamo il lusso dell’ingenuità né quello del cinismo.
Continuiamo a camminare, denunciare, collegare i punti.
Perché se il tavolo è truccato, scegliamo un altro gioco — insieme.

Per questo continuiamo a progettare cammini e a sostenere chi come noi, e con noi, “si muove”.

Sosteniamotutte le flotilledel Global Movement to Gaza attraverso raccolte fondi realizzate durante i nostri cammini e diffondendone gli appelli. Continueremo a farlo in vista delle nuove partenze previste in primavera.

Promuoviamo gemellaggi tra i Comuni attraversati dai nostri cammini con comuni della Palestina occupata (Cisgiordania), costruendo una rete di solidarietà che possa ergersi a difesa della Costituzione, del diritto internazionale e dei diritti umani, anche a supporto delle Flotille in partenza.

Abbiamo aderito alla Peacewalk, pellegrinazione per la pace che attraverserà l’Europa lungo la Jerusalem Way, partendo da Finisterre il 31 gennaio 2026 e arrivando a Gerusalemme nel giugno 2027. Stiamo costruendo il tratto italiano che si unirà a questo lungo viaggio di incontri, dialogo e solidarietà tra culture e popoli (peacewalk.info).

Buon cammino, sarà lungo.

Local March for Gaza

News board of peacefreedom flotillagazagiornata della memoriagiorno della memoriagroenlandiairankobanelocal march for gazaPalestinapalestine actionpeacewalkrojavasumud flotilla

Navigazione articoli

Previous post
Next post

Related Posts

News

Ferite aperte e marcia locale dei briganti

28 Agosto, 202528 Agosto, 2025

La Local March for Gaza sul Cammino dei Briganti ha messo in relazione la resistenza ai piemontesi dei briganti con quella attuale dei palestinesi

Read More
News

Scritto per il Giorno della Memoria

23 Gennaio, 202625 Gennaio, 2026

Tutti i morti devono essere ricordati.I morti uccisi però, soprattutto quando fanno parte di un piano deliberato e quando la loro colpa è quella di “esistere”, pesano sull’umanità intera. Per questo abbiamo il bisogno e il dovere di ricordarli, di ricostruire le loro storie, di erigere monumenti e fissare ricorrenze…

Read More
News

Una Marcia locale per Gaza sul Cammino di Oropa

23 Giugno, 202517 Luglio, 2025

Local march for Gaza Oropa, Italia – Donne e uomini di ogni credo e cultura si uniranno in una marcia pacifica da Oropa a Milano, dal 10 al 14 luglio, per chiedere un cessate il fuoco immediato a Gaza e l’apertura delle frontiere agli aiuti umanitari. L’iniziativa, promossa da cittadini…

Read More
  • Mastodon
  • Instagram
  • Facebook
Iscrizione alla newsletter
©2026 LOCAL MARCH FOR GAZA | WordPress Theme by SuperbThemes