Skip to content
LOCAL MARCH FOR GAZA LOCAL MARCH FOR GAZA
  • Organizza la tua Local March for Gaza
  • Calendario Local March for Gaza in Italia
    • Cammino di Oropa Biella
    • Sentiero Liguria
    • Cammino dei Briganti Abruzzo
    • Cammino di pace per Gaza Modena
    • Val Maira per Gaza
    • Passi oltre il silenzio – Area Metropolitana di Torino
    • Per Gaza da Massarosa (Lucca)
    • Local March for Gaza sul Sentiero degli Alpini – Emilia Romagna
    • Il Cammino della pace per Gaza – Guardiagrele (Abruzzo, Molise, Puglia)
    • La via Francisca per Gaza e per la pace – Varese
    • Cammino di Pace “Via del Reno” Monte Sole-Bologna
    • “La Scelta di Antigone. Pace e giustizia. Contro tutte le stragi e per il diritto dei popoli alla pace” – Lucca
    • Local School March for Gaza – Valdilana (Biella)
    • Local March for Gaza Agosta – Subiaco (Città Metropolitana di Roma)
    • Local School March for Gaza _ Istituto Comprensivo Bossolasco Murazzano (CN)
    • INSIEME PER LA PALESTINA Local March for Gaza Racconigi – Carmagnola (Piemonte)
    • Local School March for Gaza IC Cavaglià
    • Bike for Gaza Biella – Roma
    • Marcia Locale per Gaza a Gagliano Aterno (AQ)
    • Local March for Gaza Casalecchio di Reno (Bologna – Emilia Romagna)
    • Local March for Gaza Moncalieri – Cambiano
    • Via di Francesco: la Local March for Gaza arriva a Roma
    • Cammino di pace per Gaza Colline del Boca (Novara)
    • Il Cammino di Sant’Augusta da Belluno a Vittorio Veneto
    • Local March for Gaza Graglia – Occhieppo
    • Local March for Gaza Casapinta – Masserano (BI)
    • Local March for Gaza “Passi di Pace” – Milano
    • Local March for Gaza sul cammino del Salento
    • Peacewalk Italia dal 24 al 30 di agosto
  • Chi siamo
  • Il video della Local march for Gaza sul Cammino di Oropa
  • News
  • PETIZIONE : L’ITALIA SCELGA LA PACE
  • Abbecedario
LOCAL MARCH FOR GAZA
LOCAL MARCH FOR GAZA
  • Mastodon
  • Instagram
  • Facebook
Iscrizione alla Newsletter

Dalla Cisgiordania

localmarchforgaza, 13 Agosto, 202613 Agosto, 2026

Una breve analisi sui coloni che ho scritto per l’iniziativa di oggi a Biella:

670000: questo, secondo le ultime stime disponibili, è il numero di coloni israeliani nella West Bank occupata dall’entità sionista dal 1967. Un numero in costante crescita, con arrivi direttamente da paesi come gli USA, la Francia e molti altri. Anche il numero di colonie è in costante aumento, infatti sempre più spesso gruppi di coloni costruiscono avamposti (inizialmente semplici tende) su terre rubate ai palestinesi da cui organizzano raid e pogrom ai danni dei palestinesi che abitano nelle vicinanze, allo scopo di rubare materiali da costruzione, pecore, terre, case e in ultima analisi di indurli ad andarsene in modo da espandere sempre più la presenza sionista nella West Bank con la trasformazione degli avamposti in colonie vere e proprie.
L’intensità della violenza esercitata dai coloni (spesso minorenni in modo da non poter neanche essere incriminati secondo le leggi israeliane) è variabile: dalle costanti aggressioni verbali e sconfinamenti agli assalti veri e propri con pietre e bastoni, dal portare al pascolo le pecore (spesso rubate in precedenza ai palestinesi) in mezzo agli ulivi così da danneggiarli agli incendi di ulivi, case, moschee, dalle provocazioni continue nei luoghi sacri come la moschea di Al-Aqsa all’uso di armi da fuoco contro i palestinesi (pochi giorni fa un bambino di 9 anni è stato colpito al braccio da un colono nei pressi del villaggio di Al-Mughaira a nord-est di Ramallah).
Antropologicamente sono dei subumani che non sarebbero in grado di fare nessun lavoro “normale”, individui imbevuti di suprematismo e razzismo che si considerano superiori al resto del mondo (alcuni dei più infami nella zona di Al-Khalil e Masafer Yatta sono sudafricani bianchi che, guarda caso, si sono convertiti all’ebraismo all’indomani della caduta dell’apartheid e sono andati a colonizzare la West Bank per conto dell’entità sionista) e/o scarti della società che vengono arruolati e indottrinati per fare il lavoro sporco in nome dell’entità sionista (almeno negli USA molti vengono letteralmente presi da bambini da orfanotrofi o famiglie affidatarie).
Sarebbe infatti del tutto errato pensare che essi siano qualcosa di estraneo allo stato cosiddetto di israele: al di là della propaganda a cui regolarmente abboccano media e governanti occidentali (come lo squallido giornalista del Tg1 Brumori che ha avuto la faccia tosta di chiamare “escursionisti”
una banda di coloni armati di M16 che stava effettuando un’incursione nel villaggio di Tell), i coloni non sono altro che l’avanguardia del progetto coloniale portato avanti dall’entità sionista: sono costantemente protetti dalla polizia e dall’esercito israeliani, anche quando la legge imporrebbe il contrario, sono economicamente finanziati dallo stato sionista; proprio negli scorsi giorni il campo profughi (cioè un quartiere costruito nel 1948 per gli espulsi dalle terre occupate dai sionisti, non un ammasso di tende temporaneo) di Qalandia, tra Ramallah e Al Quds (che noi chiamiamo Gerusalemme) è stato oggetto di pesanti raid dell’esercito per 48 ore, che hanno incluso demolizioni di case e attività commerciali, violenze varie e arresti di almeno 50 persone: lo scopo finale di questo raid è di espellere la popolazione da Qalandia e consentire la “riunificazione” della parte occidentale di Al-Quds, occupata dai sionisti dal 1948, con le colonie che sorgono al margine est di Ramallah.
Ecco perché le illusioni su ogni possibile cambio di rotta in seguito alle elezioni israeliane di ottobre sono, per l’appunto, illusioni: con sempre maggiore intensità negli ultimi mesi c’è un disegno chiaro, portato avanti di concerto tra esercito e coloni, di attaccare ed espellere sempre più comunità palestinesi, anche in zone in cui fino a poco tempo fa i sionisti non avrebbero avuto il coraggio di andare grazie alla combattiva resistenza ultradecennale dei palestinesi, con l’obiettivo di ridurre la West Bank a una manciata di giganteschi campi di concentramento per palestinesi in corrispondenza delle principali aree urbane, esattamente come fatto con Gaza.

Uncategorized

Navigazione articoli

Previous post

Related Posts

Modulo iscrizione alla Local march di Oropa Biella

31 Luglio, 202531 Luglio, 2025
Read More

Il Biellese primo articolo

5 Settembre, 20255 Settembre, 2025
Read More
Uncategorized

Oltre il buio della bandiera

28 Aprile, 202628 Aprile, 2026

Che rabbia, che invidia, che sfortuna avere una bandiera, ma non una vera patria da amare, odiare, criticare o festeggiare. Come scriveva Cesare Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante,…

Read More
  • Mastodon
  • Instagram
  • Facebook
Iscrizione alla newsletter
©2026 LOCAL MARCH FOR GAZA | WordPress Theme by SuperbThemes