ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia.
da Lettera a una professoressa, Scuola di Barbiana, 1967
L’espressione col cuore in gola indica il momento in cui le emozioni bloccano il respiro e ci tengono in uno stato di agitazione.
È come ci sentiamo adesso.
Abbiamo il cuore in gola per le notizie che ci arrivano dalla Cisgiordania e dal villaggio di Burin, dove l’occupazione militare e la violenza dei coloni stanno sferrando un attacco drammatico alla terra e alla sopravvivenza stessa degli abitanti, trasformando case in caserme e rubando la stagione della raccolta delle olive.
Le elezioni in Israele hanno confermato la maggioranza relativa del Likud di Netanyahu, nonostante la minoranza araba palestinese si sia presentata in massa alle urne a sostegno dei partiti che la rappresentano. L’incertezza politica che ha preceduto e seguito il voto, però, si è tradotta in un’escalation nelle terre occupate della Cisgiordania, che punta a logorare e cacciare chi resiste da sempre, per realizzare la pulizia etnica e l’annessione.
Col cuore in gola ci siamo trovati anche in mezzo alle manifestazioni degli studenti e al corteo del 30 ottobre uniti nello sciopero generale contro la guerra e per la giustizia sociale. In una appassionata lettera ai suoi studenti lo ha raccontato bene la preside del Liceo Bottoni di Milano, di via Mac Mahon. In quella marea umana che ha riempito le strade — liquidata troppo spesso da una certa narrazione con etichette superficiali — si è vista la lezione più alta di democrazia reale e di coscienza collettiva.
Col cuore in gola è anche un film documentario del 1989 di Damiano Tavoliere, che trattava di tortura nel mondo riportando le testimonianze di esuli che dopo il trauma lottano per vivere. Ma l’angosciosa sensazione di avere il cuore in gola si può superare: ce lo insegnano le voci di chi attraversa il trauma dell’esilio cercando un nuovo inizio, e soprattutto lo sguardo dei bambini — piccoli sopravvissuti o figli di chi ha subito l’indicibile — che riescono a riacciuffare la gioia di esistere, ricordandoci che la vita sa sempre come ricominciare.
⬛ Burin sotto il blocco: la stagione della raccolta rubata
«Gli attacchi quotidiani dei coloni e le incursioni nei villaggi, di giorno e di notte, continuano da anni, ma il livello di pericolo è ora salito, insieme alla sfida e alla criminalità crescente dei coloni, che chiedono la demolizione delle case dei villaggi e la ripetizione di quello che è successo a Gaza.»
Durante l’operazione, l’esercito ha sparato anche contro l’auto del padre di Muna: per fortuna non è stato ferito.
Il racconto da Burin, piccolo villaggio in Cisgiordania, lo potete trovare al link: https://www.pressenza.com/it/2026/10/burin-sotto-il-blocco-la-stagione-della-raccolta-rubata/
🟩 Dove si apre il futuro. Dove si prepara il baratro
La portata rivoluzionaria della vittoria degli studenti è questa: aver trasformato una domanda di giustizia in una forza di governo. La vittoria di Lula restituisce respiro al Brasile, respingendo l’ombra dell’autoritarismo. Due vittorie che ci riconsegnano una possibilità: quella di non lasciare in mani indegne anche il monopolio del futuro.
Per i palestinesi, la misura del cambiamento ha una sola via, molto concreta: la fine dell’occupazione e della colonizzazione, la libertà, la possibilità di vivere sulla propria terra senza essere espulsi, assediati o uccisi. IL DIRITTO di esistere e autodeterminarsi.
Il raffronto delle elezioni in Brasile, Serbia e Israele di Alessandra Maf Filippi sulla sua pagina substack Cognitaria ribelle al link:https://alessandramaffilippi.substack.com/p/dove-si-apre-il-futuro-dove-si-prepara
🟪 Lettera da una professoressa
Per mesi – anzi, per anni – ho sentito addetti ai lavori, commentatori e sociologi da salotto liquidarvi con etichette superficiali. Vi hanno chiamati “maranza”, usando questo termine con una sfumatura polverosa e giudicante, per inscatolare la vostra estetica, le vostre tute di rappresentanza, il vostro linguaggio street, la vostra musica, la vostra marginalità o la vostra rivendicazione di appartenenza alle periferie. Hanno creduto che quel vestire e quel vivere lo spazio pubblico fossero sinonimo di apatia, di disinteresse politico, di vuoto concettuale.
Quanto si sbagliavano. E quanto, oggi, la piazza milanese ha dato loro una lezione di democrazia reale.
Il testo completo della lettera della preside del Liceo Bottoni di via Mac Mahon a Milano la trovate al link: https://www.pressenza.com/it/2026/10/lettera-da-una-professoressa/
🟧 Come si vede la Striscia di Gaza online… dalla prospettiva dell’hasbara
Hasbara è la strategia di pubbliche relazioni israeliane per diffondere una immagine positiva del proprio Paese, anche a costo della verità. La Apple Maps non aggiornata fa parte di questa strategia?
Su Apple Maps la Striscia di Gaza è ancora in piedi: i quartieri di Rafah e di Khan Younis hanno i tetti al loro posto, gli isolati sono interi, le strade corrono fra case che da anni sono un campo di macerie, e chi apre l’app preinstallata su ogni iPhone trova una città che esiste ormai soltanto nei ricordi di chi ci abitava.
Articolo completo su Pressenza al link:https://www.pressenza.com/it/2026/11/immagini-striscia-di-gaza-online/
🟨 Hamas. Resistenza o terrorismo?
Provo qualche simpatia per Hamas? Ci sono pochi movimenti di resistenza sparsi per il mondo che siano più lontani dalla mia weltanschauung. Ma Hamas è un problema di Lavinia Marchetti, o dei commentatori, studiosi, detrattori, simpatizzanti, o è un problema dei palestinesi? Hamas è un movimento che nasce in un territorio sottoposto a decenni di colonialismo d’insediamento, in una striscia di terra piccolissima con la densità abitativa più alta al mondo. Non può avere, per la sua natura spazio-temporale e ideologica, le stesse caratteristiche dell’EZLN
Vi proponiamo questa riflessione sulla questione terrorismo che ci pare più equilibrata della continua richiesta di abiura di Hamas che viene compiuta da chi non riconosce la asimmetricità del conflitto in atto. Il link al testo di LavinIa Marchetti: https://laviniamarchetti.substack.com/p/hamas-resistenza-o-terrorismo?
🟥 Hub for Defenders denuncia: le pratiche di polizia durante le mobilitazioni del 30 ottobre
Le segnalazioni del 30 ottobre confermano dinamiche già emerse nelle precedenti mobilitazioni: fermi e controlli preventivi, perquisizioni legate al possesso di oggetti comuni, accompagnamenti negli uffici di polizia, identificazioni di minorenni e operatori dell’informazione, uso della forza e possibili conseguenze discriminatorie dei controlli.
Particolare preoccupazione destano, negli episodi di Roma, il carattere collettivo dell’accerchiamento, le pressioni esercitate per ottenere l’identificazione e la raccolta sistematica di immagini, anche di elementi dell’abbigliamento e di caratteristiche fisiche non strettamente riconducibili ai dati anagrafici.
Il gruppo di legali che difende gli attivisti denuncia i continui abusi delle autorità, il tutto in un’accurata ricostruzione che trovate al link:https://www.pressenza.com/it/2026/11/hub-for-defendersdenuncia-le-pratiche-di-polizia-durante-le-mobilitazioni-del-30-ottobre/
🟦 Avvisi ai naviganti:
DENIED ENTRY: Nasce la campagna contro i respingimenti e i divieti di ingresso imposti da Israele. La campagna nasce per documentare i respingimenti, le espulsioni e i divieti di ingresso imposti dalle autorità israeliane a persone dirette in Palestina, e per denunciare come queste pratiche contribuiscano all’isolamento delle comunità palestinesi dalle reti internazionali di solidarietà, cooperazione e informazione. Contatti: deniedentrycampaign@gmail.com; raccolta delle testimonianze: https://forms.gle/5CT8DG5tM3dZzze19
BDS@20 EUROPE CONFERENCE: 18-20 novembre 2026 Casino l’Aliança del Poblenou, Barcelona. Tre giorni di dibattiti, strategia e solidarietà. Attivisti, artisti, accademici e sindacalisti da tutta l’Europa e la Palestina si incontrano a venti anni dalla fondazione del movimento BDS. Tutte le info al link: https://bdsitalia.org/index.php/la-campagna-bds/ultime-notizie-bds/3074-resistere-alla-legge-del-forte
SCIOPERO GENERALE il 20 novembre:“Lo sciopero del 20 novembre è importante perché credo che tutti insieme – lavoratori e studenti – possiamo cambiare le cose”: così Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, in vista della mobilitazione decisa dal sindacato di corso d’Italia per protestare contro le politiche del governo Meloni. Link: https://www.collettiva.it/speciali/sciopero-generale-cgil-20-novembre/fracassi-20-novembre-studenti-e-lavoratori-insieme-iqpzxtrs
🟦 Rotta corsara
Non vogliamo essere in esilio, neanche nel nostro Paese, non vogliamo che lo siano i Palestinesi, né i popoli oppressi e non vogliamo che lo siano gli studenti e i lavoratori che hanno aderito allo sciopero del 30 ottobre. Dalla Cisgiordania a Milano, passando per i banchi della Scuola di Barbiana e l’insegnamento di Don Milani, il filo conduttore resta lo stesso: non c’è salvezza individuale di fronte alle ingiustizie globali.
Se il problema degli altri è uguale al nostro, allora uscirne insieme non è soltanto un’ambizione politica, è l’unica via possibile per dare un futuro alla pace, ai diritti e alla nostra stessa umanità.
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