Ci sono notizie e crisi globali che si incrociano, sfidando le leggi: quelle del Diritto, quelle della logica, ma anche quelle della termodinamica. Basterebbe alzare lo sguardo verso i destini commerciali ed economici del pianeta per rendersene conto.
Mentre le tensioni e la crisi nello Stretto di Hormuz minacciano di far saltare le rotte energetiche mondiali – ricordandoci quanto l’equilibrio del nostro benessere occidentale sia precario e interconnesso – i palazzi del potere continuano a curare i propri miopi interessi di bottega.
Lo Stretto di Hormuz è il “collo di bottiglia” più critico del commercio energetico mondiale, una sottile striscia d’acqua che separa il Golfo Persico dal Golfo di Oman e attraverso cui passa normalmente circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) del pianeta. A seguito dell’aggressione di Stati Uniti e Israele all’Iran, lo Stretto è di fatto quasi completamente bloccato.
“Più di 1.000 navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Quasi tutte cariche di gas e petrolio, per un valore di 25 miliardi di dollari” – ha dichiarato il Lloyd’s, corporazione di assicuratori con sede a Londra.
Il blocco dello Stretto ha ridotto drasticamente il passaggio di petroliere in quel braccio di mare, ma l’energia non è sparita dal pianeta; ha dovuto “trasformarsi” e trovare altre vie, con costi immensi. E la tensione politica anch’essa si sposta, si trasforma, colpisce altrove. Ma in questo caso qualcuno la crea per distruggere.
Da un lato del corridoio abbiamo la realtà nuda, quella degli attivisti del Global Movement to Gaza sequestrati in Libia o torturati in acque internazionali, o quella portata in Senato dalla voce ferma di Francesca Albanese sull’uso della tortura sulla popolazione palestinese come strumento di colonizzazione. Una denuncia agghiacciante che squarcia il velo sul suo uso sistematico, scientifico e governativo nei territori palestinesi occupati. Il corpo umano diventa il terreno su cui esercitare la cancellazione di un popolo, la violenza si fa istituzione e il diritto si dissolve tra le macerie di una “gazificazione” che si sta estendendo drammaticamente anche al Libano. Corpi negati, vite sospese, città, paesi e vallate intere distrutti e occupati, il potere che si fa macelleria.
E mentre lo Stretto di Hormuz rischia il blocco, il sud ovest asiatico brucia sotto le bombe israeliane, le istituzioni internazionali balbettano di fronte al genocidio e due cittadini italiani sono sequestrati da quasi due settimane insieme ad altri 8 volontari del convoglio di aiuti umanitari per Gaza… il nostro Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, individua il vero responsabile del crollo dell’autorità e della delegittimazione dei docenti. No, non sono i tagli alla scuola, non è il precariato strutturale, non è la totale assenza di prospettive per l’universo giovanile. Il problema è il “cattivo maestro” Michel Foucault.
Se non lo conoscete e siete amanti della filosofia, questa è un’ottima occasione per approfondire l’argomento. Perché il paradosso è profondo nella sua ipocrisia: da una parte, il potere reale mostra la sua faccia più feroce e biopolitica — quella della tortura e del controllo coloniale dei corpi denunciata da Albanese. Dall’altra, il potere nostrano si traveste da maestro d’asilo severo, ossessionato da chi ha analizzato a fondo i dispositivi disciplinari.
Quindi cosa dovrebbero imparare i ragazzi di fronte al silenzio dello Stato sul dramma palestinese e su tutti gli altri abusi nostrani: l’obbedienza cieca? Il rispetto selettivo del diritto?
Noi, che preferiamo il pensiero critico e le piazze aperte, rispondiamo sintonizzando i nostri passi su frequenze decisamente diverse.
🟥 LA TORTURA COME SISTEMA: la denuncia di Francesca Albanese al Senato
Cosa succede quando l’illegalità e la violenza si fanno istituzione? Ce lo ha ricordato Francesca Albanese, Relatrice speciale dell’ONU sui territori palestinesi occupati, in un drammatico discorso pronunciato in Senato durante la conferenza “Tortura e Genocidio”. Albanese ha denunciato con dati e testimonianze agghiaccianti come la tortura inflitta ai danni dei palestinesi (compresi donne e minorenni) non sia una “deviazione isolata” o un abuso sporadico, bensì un vero e proprio metodo e sistema strutturale autorizzato e promosso dai vertici governativi israeliani, finalizzato ad accelerare la pulizia etnica. Qui trovi l’intervento completo di Francesca Albanese: https://www.anbamed.it/2026/05/31/le-parole-agghiaccianti-di-albanese-in-senato-sulla-tortura-dei-palestinesi-nelle-carceri-israeliane/
🟪 LA LUCE DEL MONDO : La moltitudine dei Presidi si unisce il 19 giugno
Come la Palestina sia potuta diventare lo specchio del mondo intero lo racconta Francesca Albanese nel suo ultimo libro: “La luce del mondo. Dalla Palestina al mondo intero”. Parole che lasciano un segno profondo e che diventeranno la base su cui discutere il prossimo 19 giugno. In quella data, alle ore 20:45, si terrà una straordinaria iniziativa nazionale in diretta streaming. L’evento sarà introdotto dal Presidio Stabile di Cagliari per la Palestina e vedrà il collegamento centrale alle ore 21:00 con la stessa Francesca Albanese.
Non sarà un evento isolato, ma il cuore pulsante di una rete immensa: oltre 70 piazze e presidi territoriali in tutta Italia saranno collegati simultaneamente.
Città e presidi presenti (in continuo aggiornamento): Acqui Terme, Alessandria, Anagni, Ancona, Arese, Bergamo, Biella, Bosa, Bormio (Sondrio), Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Castelleone, Castelnuovo-Garfagnana (Lucca), Catanzaro, Chiavenna (Sondrio), Como, Cremona, Cuneo, Desio, Fabbrico, Ferrara, Forlì, Genova, La Spezia, Lecco, Legnago (Verona), Legnano, Lodi, Lucca, Malegno (Brescia), Mantova e dintorni, Merano, Messina, Milano, Milazzo, Modena, Modica, Mogliano Veneto, Montecchio Maggiore, Morbegno (Sondrio), Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Ponte in Valtellina, Pordenone, Reggio Emilia, Roma, Rovato, Rovereto, Rovigo, Sannio, Santa Teresa di Gallura, Saronno, Sassari, Seregno, Sondrio, Terralba, Tirano (Sondrio), Torino, Trevi, Treviso, Udine, Valcamonica (BG), Varese, Vangazo, Verbania-Ossola, Vergato (Bologna), Verona, Vibrata (Teramo), Vicenza… e molte altre si stanno aggiungendo!
Il link della serata del 19 giugno verrà spedito il giorno prima a tutte le piazze aderenti.
Per unirsi all’iniziativa: presidiopalestinaca@gmail.com
🟫 IL CIBO DIETRO LE GUERRE
C’è un grande rimosso nel nostro stile di vita occidentale: il mare. Le merci che acquistiamo provengono da lunghi viaggi che attraversano oceani. E’ un sistema che si basa su una innovazione. Non più botti e sacchi in cui stipare le merci ma container. Forse non ci avete pensato ma la rivoluzione della logistica degli ultimi decenni si fonda sui container e ha dei grandi punti deboli. Lo stiamo vedendo con la crisi dello Stretto di Hormuz provocata dall’attacco di Israele e Usa all’Iran. Iniziamo a occuparcene perché, come leggerete in questo articolo scritto da Lorenzo Feltrin per Jacobin Italia, la questione ci riguarda da vicino. Iniziamo a parlare di cosa mangiamo e dei metodi per produrre il cibo.
L’aggressione di Stati uniti e Israele contro l’Iran ha confermato i rischi di una matrice energetica globale che dipende ancora significativamente dai combustibili fossili. Ma non solo. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha messo in crisi anche le filiere di approvvigionamento dei fertilizzanti chimici, scuotendo un sistema agricolo già sottoposto a molteplici stress, dagli impatti del cambiamento climatico a una preesistente tendenza all’aumento dei costi di produzione.
Leggi tutto: https://jacobinitalia.it/fertilizzanti-a-hormuz-il-cibo-dietro-le-guerre/
🟪 SINTONIZZARE I PASSI: le voci del futuro
Il cammino non è solo un movimento nello spazio, ma un esercizio profondo di ascolto.
Lunedì è iniziato ufficialmente il nostro nuovo percorso audio, lo raccontiamo in un articolo di cui anticipiamo un estratto:
Secondo le recenti ricerche Ipsos, il consumo di podcast in Italia è in costante e robusta crescita, trainato proprio dalle fasce più giovani della popolazione (gli under 35 e la Generazione Z). I giovani cercano formati lunghi, approfonditi, autentici; cercano contenuti che rispettino la loro intelligenza, rifiutando la superficialità dei talk show tradizionali. Eppure, il discorso pubblico continua a giudicare le nuove generazioni come distratte, individualiste o, peggio, incapaci di prendere decisioni complesse. È una narrazione tossica, smentita clamorosamente dai fatti.
Leggi tutto: https://www.localmarchforgaza.it/sintonizzare-i-passi-il-podcast-e-lascolto-delle-nuove-generazioni/
🟨🟧 ABBECEDARIO ETICO. Il linguaggio come campo di battaglia
Un progetto di M. Alessandra Filippi promosso da Local March for Gaza
D come Diritto Internazionale
La nuova puntata che vi presentiamo in questa newsletter dialoga drammaticamente con la realtà odierna. Oggi assistiamo a una sistematica manipolazione semantica dove il “Diritto” viene invocato in modo selettivo dalle potenze occidentali, trasformandosi in uno strumento di propaganda e ipocrisia “che vale, ma fino a un certo punto”. Ma se i diritti umani diventano “selettivi”, anche il Diritto viene eroso, lasciando spazio a impunità di ogni genere. Riconoscere la manipolazione linguistica che investe anche il linguaggio giuridico e conoscere il Diritto anche se non si è dei giuristi, è uno degli atti di resistenza che siamo chiamati a praticare, esattamente come il boicottaggio. Anche questo è l’Abbecedario Etico: chiamare le cose con il loro nome, e smascherare i cortocircuiti linguistici che legittimano l’orrore.
Ascolta il podcast: https://www.spreaker.com/episode/d-come-diritto–72272828
⬛🟥 APPELLI URGENTI
Rilascio immediato per Dina, Domenico e gli altri detenuti in Libia
Diamo massimo rilievo e facciamo nostro l’appello di Global Sumud Piemonte per la liberazione immediata di Dina e Domenico, attivisti arrestati arbitrariamente dalle milizie in Libia:
La nostra Dina, insieme a Domenico ed altri 8 nostri attivisti, è ancora reclusa nelle carceri di Haftar. Dalle 15:22 di Domenica 24 Maggio non abbiamo più contatti con Dina; solo ieri pomeriggio abbiamo avuto le prime immagini, dal conforto per averla (finalmente) potuta vedere siamo passati subito allo sconforto… perché la detenzione è prolungata. Chiediamo la liberazione immediata di Dina, Domenico e tutti gli attivisti. Per questo chiamiamo una mobilitazione di urgenza. In palio c’è la vita e la libertà di Dina. Chiediamo massima partecipazione, supporto e condivisione.
Vi aspettiamo Giovedì 4 Maggio, ore 18, in Piazza Castello (Torino)
Leggi il comunicato dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle Università: https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/03/comunicato-liberazione-domenico-centrone-testo-mailbombing/
Rilascio immediato per Mahmoud Al Najjar
Mahmoud Al Najjar, studente palestinese di Gaza ammesso a un master all’Università di Tor Vergata a Roma, è stato arrestato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) al valico di Kerem Shalom mentre lasciava la Striscia di Gaza. Abbiamo pubblicato sul sito la mail da inviare per pretenderne il rilascio immediato: https://www.localmarchforgaza.it/mahmoud-t-k-al-najjar/
Per favore manda la mail e diffondi il messaggio. Grazie!
🟦 ROTTA CORSARA
Come ci ricorda Edgar Morin nelle sue fondamentali riflessioni sulla complessità e sulla globalizzazione: “La polimorfica crisi planetaria esige non una semplificazione autoritaria, ma una profonda riforma del pensiero e una solidarietà terrestre in grado di unire le diversità”.
La frammentazione del mondo non si combatte con i decreti o i divieti scolastici, ma comprendendo le interconnessioni e agendo come un unico grande ecosistema umano.
La nostra moltitudine si organizza così, legando i territori in una rete complessa, forte e ribelle.

