Jack, 26 luglio 2026
Venerdì abbiamo partecipato a un’azione diretta per supportare alcuni palestinesi nel tentativo di installare la porta di ingresso a una casa in costruzione sul loro terreno ai margini del villaggio di Jourish, a sud di Nablus.
Eravamo una quindicina di attivisti e cinque palestinesi; pochi minuti dopo il nostro arrivo alla casa, con la porta e gli strumenti da lavoro, sono arrivati quattro coloni a bordo di un ATV da un avamposto sulla collina di fronte alla casa per impedire ai palestinesi di installare la porta.
Abbiamo fatto un po’ di corpo a corpo con questi maiali (purtroppo non possiamo dargliele per evitare rappresaglie sui palestinesi), poi dopo una ventina di minuti è arrivata una jeep dell’esercito.
Il leader dei coloni, quello aggrappato alla finestra che stava schiacciando la testa di un’attivista, se l’è immediatamente data a gambe perché pare sia già sotto indagine per altri atti di violenza e quindi siamo riusciti a portare all’interno tutto il materiale.
L’esercito ci ha fatto entrare tutti nella casa, mentre i palestinesi mostravano gli atti che attestano la loro proprietà del terreno.
I soldati hanno prodotto in sequenza tre diversi atti giudiziari, credo fatti sul momento, in cui prima era concesso solo ai palestinesi di stare sul terreno, poi solo ai residenti e alla fine la zona è stata dichiarata “militare” e quindi hanno dovuto andarsene anche loro riportando via tutto.
Breve aggiornamento sulla straordinaria capacità dei palestinesi di resistere e fregare l’occupazione: io e altri due stamattina eravamo ad Al-Khalil (Hebron) per monitorare a quante persone veniva consentito/negato l’accesso alla moschea di Abramo per la preghiera del venerdì; arrivati con il nostro autista all’uscita dalla città, la strada era stata appena chiusa dall’esercito (stanno bloccando tutto nella west bank per vendicarsi di un colono accoltellato da un martire ieri sera vicino Nablus). Ma alcuni palestinesi hanno trasformato un terreno privato in una “strada temporanea” che porta fuori dalla città.
Qui il video dell’esecuzione a sangue freddo di quattro martiri palestinesi, che secondo Repubblica e suppongo gli altri giornali italiani sarebbero morti in uno “scontro a fuoco”.
L’esercito sta facendo un raid nel villaggio di Tuwani dove abbiamo la nostra base a Masafer Yatta (dove abita Basel, il premio Oscar).
Qui sotto invece qualche foto da Al-Khalil (Hebron), con i vicoli del centro storico protetti da reti per l’immondizia gettata dai coloni che occupano gli ultimi piani e l’ingresso della moschea di Abramo a cui arbitrariamente i sionisti impediscono l’ingresso ai palestinesi

Chi siamo e cosa facciamo: siamo volontari in solidarietà con le famiglie palestinesi in aree sotto attacco da parte dei coloni e/o dell’IOF (Israeli occupation force), cioè viviamo con loro e facciamo turni di guardia notturna, li accompagniamo quando vanno a pascolare le pecore o lavorare nei campi; si documentano tutte le aggressioni e se necessario e richiesto dai palestinesi ci si interpone tra loro e i coloni. L’altra attività principale è partecipare alle manifestazioni palestinesi.

