“Oggi dev’essere giovedì” si disse Arthur chinandosi sopra la birra. “Non sono mai riuscito a capirli, i giovedì” (da “Guida galattica per autostoppisti”, di Douglas Adams)
Questa newsletter esce (tendenzialmente) ogni due giovedì. Douglas Adams, l’autore della “Guida galattica per gli autostoppisti”, faceva dire al protagonista del suo libro che i giovedì sono incomprensibili. Diciamo che dagli anni ’80, in cui uscì la guida, ad oggi, la situazione si è aggravata: l’incomprensione è quotidiana.
Lo sa bene il nostro compagno di cammino Muin Masri che, con il suo incedere da cantastorie, ci dice che un palestinese non può semplicemente essere un “uomo di pace”. In modo diretto e profondo esprime ciò che abbiamo cercato di trasmettere nella scorsa newsletter: non si possono confondere oppressi ed oppressori. Muin è nato a Nablus ed è cresciuto sotto la violenza dell’occupazione israeliana; per lui non è possibile “porgere l’altra guancia” senza provare rabbia e fatica. Eppure lo fa e, soprattutto, compie un lento e costante lavoro su se stesso per amore dei suoi cari.
SI tratta di un lavoro di cura, per se stessi e per gli altri, ciò che manca nel nostro mondo, una mancanza che si ripercuote sull’intera galassia.
Lo abbiamo visto di recente con la tragica morte di Fakir a Bologna: un uomo in stato di alterazione psicofisica che necessitava di aiuto e assistenza, ma che è invece deceduto soffocato durante un intervento “procedurale” di ingiustificata violenza da parte delle forze dell’ordine. La preoccupazione principale delle istituzioni è apparsa ancora una volta quella di legittimare l’uso della forza in nome dell’ordine pubblico, senza il minimo interesse per l’uomo.
Guardando ad est troviamo un altro tipo di violenza, ma altrettanto funzionale all’esercizio del potere e, in questo caso, alla pulizia etnica della Palestina. E’ quella che guida le azioni dei coloni terroristi in Cisgiordania che, con il sostegno dell’esercito, portano avanti il piano di annessione a Israele dei territori occupati, legittimato dagli Stati Uniti (attraverso – tra l’altro – il recente accordo per costruire la nuova ambasciata a Gerusalemme in territori palestinesi occupati) e tollerata, quando non direttamente o indirettamente sostenuta, da gran parte d’Europa e dei media internazionali.
Nelle ultime settimane si sono registrati decine di attacchi da parte dei coloni in diverse zone della Cisgiordania: sono stati uccisi a sangue freddo 6 giovani palestinesi, bruciate case, veicoli, falegnamerie e terreni agricoli, provocando ulteriori feriti e vittime. Nel frattempo, i coloni continuano a costruire nuovi insediamenti illegali e, laddove la popolazione locale prova a resistere, la risposta è l’intervento militare.
In questo contesto di violenza fascista e di indifferenza dilaganti, ancorarci alla nostra umanità e riconoscere l’altro — pur nelle diversità — è un atto di fondamentale importanza a cui siamo tutti chiamati. È anche uno degli obiettivi del collettivo PCI – Portentosa Cura Intergalattica, un progetto che punta a rimettere al centro la cura promuovendo, in un panorama di opposizione socialmente e politicamente frammentato, l’importanza del riconoscersi come parte di un unico organismo.
Come Local March for Gaza, parteciperemo all’incontro che si terrà alle porte di Roma dal 27 al 31 agosto insieme a molte altre realtà nazionali che si occupano di antirazzismo, femminismo, pensiero decoloniale, antispecismo ed emergenza climatica, per essere tutti insieme portatori e compagni di un cambiamento sociale reale, necessario e duraturo.
L’anno scorso abbiamo incrociato i passi di tante persone e abbiamo messo al centro la reazione collettiva di fronte all’orrore del genocidio e alle evidenti falsità veicolate dai media, vecchi e nuovi. In molti ci siamo resi conto della realtà dei fatti attraversando paesi e luoghi d’Italia spesso dimenticati, trovando una profonda solidarietà e il bisogno di condividere lo sconcerto e di “fare qualcosa”.
È stato un passaggio importante, ma oggi serve qualcosa in più. Serve la capacità collettiva di sforzarsi di capire — non solo il giovedì, ma ogni giorno della settimana. Serve comunicare, e farlo bene. I recenti provvedimenti legislativi (dal DDL Sicurezza alle normative sull’antisemitismo) rischiano di criminalizzare la spinta umanitaria che ha dato vita ai movimenti per la Palestina ma anche chiunque provi a prendersi cura dell’ambiente in cui viviamo e delle parole che usiamo per esprimere il nostro dissenso.
Curare e comunicare, prestando attenzione sia alla dimensione locale che a quella globale, significa anche prendersi del tempo per interrompere la frenesia quotidiana: rifiutare i ritmi imposti dal sistema e costruire relazioni autentiche.
Anche questi sono passi necessari di un unico grande cammino capace di portarci fuori dal vicolo cieco in cui ci siamo cacciati.
Per cercare di comprendere non soltanto i giovedì in cui esce la newsletter, ma ogni singola giornata galattica.
ESCURSIONISTI
«Un gruppo di palestinesi ha attaccato alcuni israeliani che stavano facendo un’escursione».
Così ha esordito, Giovan Battista Brunori nel servizio andato in onda sui Tg1 e Tg2 fra il 24 e il 25 luglio: invece di descrivere l’ennesima caccia al palestinese avvenuta venerdì nel villaggio di Tell, a ridosso della colonia di Havat Gilad, ha scelto di ribaltarne la dinamica dell’accaduto
Ne scrive Alessandra Filippi nel suo blog: https://alessandramaffilippi.substack.com/p/escursionisti
🟩 NONOSTANTE TUTTO
Nonostante tutto, non sono un uomo di pace. Ogni sera vado a dormire e chiudo gli occhi faticosamente, molto faticosamente. È difficile dimenticare tutto quello che succede ogni mattina a casa mia, a Nablus, in Palestina. Lo faccio per chi mi ama, per i miei figli, per gli amici. Ma lo faccio soprattutto per me: ho paura di svegliarmi cattivo.
Così scrive Muin Masri, un percorso difficile di un uomo nato a Nablus in Palestina ma che da molti decenni vive a Ivrea, in Piemonte. Leggi tutto: https://www.localmarchforgaza.it/nonostante-tutto/
🟫 UN ALTRO MURO
Intanto a Gaza si erige un altro muro.
Negli ultimi mesi sono stati costruiti più di 23 km che corrono attraverso comuni palestinesi demoliti dall’esercito. Ciò equivale a più di metà dell’estensione della striscia costiera, che è lunga circa 40 km ed ospita oltre 2 milioni di palestinesi.
Dal 1989, quando cadde quello di Berlino, i muri che dividono artificialmente territori e persone si sono quintuplicati.
Trovate l’articolo che lo racconta su Associated Press e, tradotto da Amedeo Rossi per Zeitun al link: https://zeitun.info/2026/07/24/israele-sta-costruendo-una-barriera-di-terra-lunga-vari-km-allinterno-di-gaza-consolidandone-la-divisione/.
🟨 DDL ANTISEMITISMO: perchè mobilitarsi
Il DDL ANTISEMITISMO sta per essere approvato.
Il provvedimento, nella versione attuale, recepisce integralmente la definizione di antisemitismo dell’IHRA, inclusi gli indicatori applicativi, introducendo un margine interpretativo così ampio da poter colpire non solo la libertà d’espressione, ma anche il lavoro di associazioni, ONG e gruppi della società civile che documentano violazioni dei diritti umani e criticano le politiche del governo israeliano. Una norma formulata in questo modo rischia di trasformarsi in uno strumento di limitazione del dissenso, con effetti diretti sul giornalismo, sull’attivismo e sulla ricerca indipendente.
Estratto dal comunicato della Rete #NoBavaglio pubblicato su Pressenza.
Leggi tutto: https://www.pressenza.com/it/2026/07/ddl-antisemitismo-no-alla-censura-sul-genocidio
🟪 NON FERMERETE IL VENTO
Di nuovo in tanti in Val di Susa per dire No all’Alta Velocità e Si all’Alta Felicità
In questa valle ci siamo nat*, ci siamo cresciut* e ci rifiutiamo di vederla soccombere sotto il cemento un metro alla volta, come del resto tutto il mondo che ci circonda. (…) Difendere una valle non significa solo esprimere attaccamento per il territorio che ti è caro e cui appartieni, vuol dire tenere accesa la speranza per un futuro più giusto in cui un albero vale più di un nuovo centro commerciale, o qualsiasi “grande opera”. Un futuro in cui la vita e la salute delle persone valgono più della devastazione e delle mazzette passate sottobanco.
Così Ivan Basadonna nell’articolo sulla manifestazione che ha accompagnato il Festival dell’Alta Felicità.
Leggi tutto: https://serenoregis.org/2026/07/27/festival-dellalta-felicita-10ma-edizione-non-fermerete-il-vento/
🟪 PCI: Portentosa Cura Intergalattica, ma anche Piccole Creature Invertebrate
PCI — no, non parliamo con nostalgia del Partito Comunista Italiano, ma della “Portentosa Cura Intergalattica”. Il nome stesso suona strano, fuori dagli schemi, impossibile da inscatolare negli slogan del panorama di opposizione politica che conosciamo. Eppure, dietro a queste tre parole si nasconde una visione radicale e un progetto politico concreto che sta riunendo decine di realtà attiviste attorno a una domanda semplice, ma mai veramente affrontata: come costruiamo davvero il cambiamento? Come lo facciamo insieme?
Leggi tutto e scopri perchè anche noi parteciperemo all’incontro del PCI: https://www.pressenza.com/it/2026/07/portentosa-cura-intergalattica-quando-la-politica-abbraccia-la-poesia/
🟫 Testimonianze da un volontario internazionale nella Cisgiordania occupata (parte II)
Siamo volontari in solidarietà con le famiglie palestinesi in aree sotto attacco da parte dei coloni e/o dell’IOF (Israeli occupation force), cioè viviamo con loro e facciamo turni di guardia notturna, li accompagniamo quando vanno a pascolare le pecore o lavorare nei campi; si documentano tutte le aggressioni e se necessario e richiesto dai palestinesi ci si interpone tra loro e i coloni. L’altra attività principale è partecipare alle manifestazioni palestinesi.https://www.localmarchforgaza.it/2-testimonianze-da-un-volontario-internazionale-nella-cisgiordania-occupata/
Leggi l’ultima testimonianza: https://www.localmarchforgaza.it/2-testimonianze-da-un-volontario-internazionale-nella-cisgiordania-occupata/
🟨 ABBECEDARIO ETICO. Il linguaggio come campo di battaglia
Un progetto originale di M. Alessandra Filippi realizzato con e per Local March for Gaza
I come INDIFFERENZA
Che cos’è davvero l’indifferenza?
Parto dall’etimologia di una parola che, per gli stoici, indicava la libertà dalle cose che non dipendono da noi. Poi qualcosa cambia. L’indifferenza smette di essere neutralità e diventa il rifiuto di distinguere, di vedere, di prendere posizione.
Dopo Auschwitz quella parola assume un significato ancora più profondo. E oggi continua a interrogarci.
Perché il silenzio non è mai innocente. Ogni volta che rinunciamo a distinguere fra giusto e ingiusto, scaviamo un po’ di più la fossa della verità. E, insieme a essa, quella della nostra coscienza.
Puoi ascoltare l’episiodio QUI
🟪 AGGIORNAMENTI PER CHI E’ IN MARCIA
DDL ANTISEMITISMO: Incontro online Giovedì 30 luglio, ore 21:00
Promosso da Rete #NOBAVAGLIO insieme a Pressenza con rappresentanti di BDS, Giuristi Democratici, Amnesty International Italia, Un ponte per, Anbamed, Rete dei Presidii per Gaza, Transform Italia.
Saranno presenti alcuni dei parlamentari che stanno seguendo l’iter legislativo, operatori dell’informazione, della scuola, delle associazioni e delle ONG. Info per partecipare al link: https://www.pressenza.com/it/2026/07/fermare-il-ddl-antisemitismo-call-straordinaria-giovedi-30-luglio-ore-21/
MAPPA con oltre 80 attività pacifiste e iniziative nonviolente costantemente svolte nelle città italiane ogni anno, mese, settimana o giorno… ha registrato 2 914 161 (quasi 3 MILIONI) visualizzazioni! Cerca l’iniziativa più vicino a te o segnalane una nuova!
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🟦 ROTTA CORSARA
Sentiamo caldo, e pensiamo alla popolazione di Gaza sotto tendoni di plastica e senz’acqua, con le malattie che si propagano senza possibilità di cura.
Siamo stanchi da un anno di lavoro, e pensiamo agli agricoltori della Cisgiordania che non possono raggiungere i propri campi e che vivono nella paura di essere assaliti da coloni terroristi mentre perdono case, terra e villaggi, uno dopo l’altro, come nel Libano meridionale.
E ascoltiamo ancora chi, anche tra noi, dice che “Israele ha il diritto di difendersi” e che è “l’unica democrazia in Medio Oriente”.
Prendersi cura di sé e degli altri significa trovare l’equilibrio che ci permette di stare bene, senza smettere mai di costruire giustizia, per noi come per tutti gli umani e i non umani della Terra.
Per questo continueremo a parlare di Palestina, a decostruire la narrazione tossica di Israele e dei media, e per questo parteciperemo all’incontro del PCI – Portentosa Cura Intergalattica.
Non è facile, ma è il nostro cammino.
Buon cammino e buon vento

